Alice nella città: En el nombre de la hija e Noordzee, Texas nano-recensioni dei film premiati dai ragazzi

Se i premi di Alice nella città fossero rappresentativi dei gusti cinefili dei bambini e dei teenager, sarei davvero stupita. Eppure il voto popolare non si discute, nemmeno quando snobba un gioiello come Jesus Henry Christ… o no? Personalmente ho apprezzato molto En el nombre de la hija, ma da un certo punto in poi ho tollerato a malapena Noordzee, Texas. Due appunti su entrambi i film.
En el nombre de la hija
El nombre de la hija
Il sottotitolo di questo film potrebbe essere: la politica post-coloniale dell’America Latina spiegata ai ragazzini. Solo che ho paura che così il film non se lo vedrebbero né gli adulti né i bambini, e sarebbe un vero peccato. En el nombre de la hija, ambientato nell’Ecuador degli anni Settanta racconta la difficile convivenza tra il sistema cattolico-latifondista imperante rappresentato da una allargata famiglia matriarcale (per fare un altro esempio cine-letterario: tipo La casa degli spiriti), e l’emergere degli ideali socialisti portati dalla nipotina Manuela (Eva Mayu Mecham Bonavides) affidata ai nonni per le vacanze.
Raccontato attraverso una regia asciutta, che rende però molto bene le atmosfere viste da poco più di un metro da terra, il film scelto dagli under 13 è lucido e allo stesso tempo fiabesco. Tania Hermida P. (al suo secondo lungometraggio dopo Que tan lejos, 2006) rappresenta senza passare attraverso grandi personaggi il punto di rottura ideale e generazionale che ha attraversato il Sud America nel tempo delle rivoluzioni. Un originale umorismo rinfresca l’atmosfera di En el nombre de la hija mostrando cosa succede quando l’innocenza infantile si appropria dei modelli e dei metodi del socialismo.
Noordzee, Texas
Noordzee, Texas
Sorta di Brokeback Mountain under 18, il film belga di Bavo Dufurne, che ha vinto il concorso Alice nella città over 13, rappresenta l’iniziazione all’amore, alla gelosia e al sesso del giovane Pim (Jelle Florizoone), timido e riservato figlio di una ragazza madre piuttosto “allegra” – l’esuberante Yvette, interpretata dalla morbida Eva van der Gucht).
Caratterizzato da un fine gusto fotografico, Noordzee, Texas indulge qualche volta in un didascalismo lirico volto a sottolineare le percezioni del giovane protagonista. Gradevole nella prima parte, nella quale emerge l’omosessualità di Pim, da un certo punto in poi la storia si disperde in un racconto di cui si fatica a cogliere il messaggio.

51 Comments

  1. "sia nell'uno che nell'altro film l'ambientazione rurale ha il peso di una terza protagonista, entrambi sono più votati alla lenta contemplazione, che al racconto vivace e, infine, in entrambi vi è forte accento sul sentimento come vissuto da uno dei due protagonisti."
    Forse ho confuso Brokeback per En el nombre de la Hija.XD

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  2. Beh… tanto valeva inserire il corto del WWF in concorso e far vincere quello.
    Poi sì che ne riparlavamo, di didascalismo e di messaggi profondi.

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  3. bè comunque piacere,sono una componente della giuria Alice nella città 2011 🙂 Ed ho fatto vincere North sea texas. 😀

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  4. "da un certo punto in poi la storia si disperde in un racconto di cui si fatica a cogliere il messaggio.". Non tutto deve avere un messaggio, il film è un ritratto senza morale, come è bene che sia. Abbiamo i coglioni piene di tutte ste moralette di merda

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  5. Da questo articolo comprendo appieno quanto ormai la gente sia superficiale nel guardare anche un film.
    Non vorrei ripetere ciò che altri hanno già detto però vorrei chiarire due punti:
    1. En el nombre de la hija va ben oltre al contesto storico/politico,piuttosto cerca di lasciar passare un messaggio fondamentale: l'amore per il mistero,la ricerca e la messa in discussione(anche di sè stessi). E raccontare un messaggio così forte ad un target di età che va dagli 8 ai 13 anni non è un lavoro facile.Eppure il film è stato limpido e chiaro e per niente noioso.
    2. "Noordzee, Texas indulge qualche volta in un didascalismo lirico". Non penso proprio che il film si proponga di trasmettere dei messaggi o delle morali,piuttosto fa una "fotografia" di un sentimento. Inoltre raccontare un amore omosessuale tra due ragazzi,a dei ragazzi, non mi sembra affatto facile,eppure il tocco poetico di Bavo è riuscito a trasmettere quella purezza.

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  6. cara signorina didascalismo sciolto
    vorrei farle qualche semplice chiarimento da uno che il festival l'ha vissuto:
    -se pensa che en el nombre de la hija sia semplicemente la politica post-coloniale dell’America Latina spiegata ai ragazzini è ben lontana da capire il vero senso del film;si vada a confessare,si faccia un esame di coscienza e forse allora capirà che non si parla di comunismo,marxismo o minchiate varie bensì della infinita ricerca della propria personalità.
    -per quanto riguarda north sea texas invece le suggerire di chiamare un esorcista per togliere il demonio che le fa scrivere questi commenti.no comment per un capolavoro.

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  7. Dannazione, il film, da un certo punto in poi, diventa pura eleganza. Per goderlo appieno, bisogna aprirsi alla visione senza cercare un significato. Questo è il suo messaggio, un messaggio di etica contemplativa, caro a molti, dai maestri zen a Oscar Wilde.
    Se si guarda il film in questo modo, ci si accorge dell'estrema cura di ogni scena, che sembra un quadro a sé stante, dotato di un equilibrio cromatico e compositivo che davvero eguaglia quello di un quadro.

    E Nel Nombre de la Hija… beh, la storia del Sud America è solo la punta dell'Iceberg: il film sembra ripercorrere gran parte dell'esperienza filosofica dell'età contemporanea, passando per pietre miliari del pensiero politico come Il Grande Inquisitore di Dostoevskij (Nelle obiezioni che pepe fa a alla protagonista, troviamo le obiezioni che l'Inquisitore pone al Cristo catturato: "Cosa ne sai tu, dall'alto dei cieli,
    di quello che i molti sono costretti a sopportare ogni giorno e che impedisce loro di seguirTi veramente?") fino all'epoca postmoderna con la presenza permeante del nonsenso, della semiotica e dell'ermeneutica, rappresentata dallo zio Felipe, che ha creato il suo personale mondo di segni.

    Jesus Henry Christ era carino, ben fatto, un ottimo film, un gioiello. Ma io non ci ho riconosciuto nemmeno un'unghia di quello che ho riconosciuto in Nel Nombre de la Hija.

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  8. – "Solo che ho paura che così il film non se lo vedrebbero né gli adulti né i bambini, e sarebbe un vero peccato" Quindi perchè dare i sottotitoli ad un film che non ha bisogno di grandi introduzioni sul tema centrale?Certamente è un film contestualizzando in un tempo dove anche i bambini sentivano e parlavano di politica,filosofi,guerra e quant'altro ma è un film che abbraccia una sfera emotiva e riflessiva dell'animo sia del bambino che dell'adulto.. La consapevolezza dell'essere o del diventare la persona che si vuole ( in questo caso facendo un esempio con la scelta del nome) .Altra cosa importante porsi dei limiti per non addentrarsi in un tunnel di pazzia e solitudine per l'incompresione di quello che ci circonda..

    Per quanto riguarda Noordzee Texas non trovo assolutamente giusto accostarlo a brokeback montain dove l'omosessualità e l'amore erano inscenati per mettere in luce il disagio e il "proibito" che la situazione portava con se..

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  9. Sovra-interpretazione? Secondo il tuo punto di vista, certo.
    Ok, è possibile che si trovi qualcosa che non ci sia in un film, ma (e ora parlo in termini di numeri), mi sembra strano che tutti noi commentatori, alias Giuria i Alice, abbiamo colto qualcosa di invisibile.
    Non è più plausibile che non hai colto tu proprio ciò che avevi davanti agli occhi?

    Domando solamente, spesso il tono può essere frainteso sul web. Non mi sto ponendo in maniera presuntuosa né tanto meno mi voglio imporre.
    In ogni caso, penso che siano entrambi film che vadano rivisti almeno la seconda volta.

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  10. Accidenti, ecco dov'era il problema: ho fatto un errore di stampa: intendevo dire per poi metterlo sul blog SENZA fare l'errore di chiamare il voto della giuria popolare.

    Mi scuso per il refuso. Magari non cambia niente, ma ci tenevo a precisare questo errore.

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  11. Beh riguardo i livelli cromatici mi ha fatto impazzire. Comunque secondo me se il film ti fa dimenticare la sessualità dei ragazzi,allora vuol dire che è arrivato dove voleva arrivare. Lo stesso Bavo ci disse che ciò che lui voleva fare era proprio una "fotografia" dell'amore: non ha voluto inserire figure paterne o il tema della discriminazione;ha voluto parlare solo di amore.

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  12. La selezione per la giuria di Alice avviene in questo modo: abbiamo spedito una recensione,che viene letta e valutata e dopodichè abbiamo fatto un colloquio. Passato il colloquio poi si viene presi nella giuria di Alice. Comunque ,a mio parere, è vero che non siamo critici cinematografici o abbiamo chissà quali titoli,però comunque il nostro lavoro è stato molto impegnativo e ha richiesto in noi un grande senso critico e ,perchè no, anche una bella cultura sul cinema. Ripeto di certo non siamo critici esperti, però comunque c'è stata una dura selezione a livello nazionale.

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  13. Io En el nombre de la hija non lo considererei per niente contemplativo, tutt'altro: io l'ho vista come un'opera problematica, dissonante, complessa e dinamica, nel mostrare sempre idee, dottrine e le loro obiezioni.

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  14. Va bene, ma nessuno le correva dietro: poteva anche fare questo articolo un po' per volta, raccogliendo le sue impressioni in modo più ragionato, magari su un file word, per poi metterlo sul blog e fare l'errore di chiamare il voto della giuria "voto popolare" (non è vero).
    Mi perdoni, ma io non sopporto le cose fatte a metà per una questione di tempo, a meno che lei non dovesse rispettare delle scadenze (allora è un'altra cosa).

    Un film, comunque sia, non sarà mai come un quadro. Per il solo fatto che cerca di imitarlo, si comporta in modo diverso dal quadro per il quale l'estetica statica è una necessità. Quindi comunque definire il film "come un quadro" è una cosa, mentre definirlo "pari a un quadro" è riduttivo: North Sea Texas tende all'arte pittorica, ma proprio per questo tendere non si può attribuirgli lo stesso valore artistico che si attribuisce a un quadro in quanto gli obiettivi sono diversi.

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  15. Non capisco cosa del mio commento le abbia fatto pensare che io non abbia letto attentamente il suo articolo. Non vengo qui criticare e basta,piuttosto mi preoccupo che vengano messi in risalto un po' tutti gli aspetti dei film,sia positivi che negativi.
    Per quanto riguarda En el nombre de la hija ho capito che le è piaciuto,ma non capisco perchè lei abbia voluto fermarsi solo a guardare gli aspetti esteriori del film. Questo film molto probabilmente non lo vedremo mai nelle sale italiane e mi sembra che l'articolo ne svaluti un po' troppo la potenza comunicativa.
    Riguardo a Nordzee,Texas invece rispetto il suo pensiero; è vero che quel tipo di narrazione può non coinvolgere lo spettatore. Però sarei curioso di porle una domanda: " Durante il film, non pensa che per un attimo ci si dimentichi della sessualità dei due personaggi? "

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  16. sono d'accordo, e proprio per questo direi che Northzee è assolutamente diverso, per quanto confrontabile, da Brokeback.

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  17. credo che se in Northzee la natura sia più che un terzo personaggio un modo per simboleggiare i sentimenti dei protagonisti

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  18. anche io amo leggere e scrivere(dalla narrativa alla recensione, dal saggio alla relazione) ma apprezzo il cinema nelle sue diverse finalità, semplicemente perché cinema e letteratura sono due arti differenti

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  19. Mi accostavo semplicemente a quanto detto dagli altri.
    Credo che En el nombre de la hija sia un film grandioso. Un film estremamente simbolico, una ricerca della propria identità.
    Jesus Henry Christ è sicuramente un gioiello, ma se tanto ci interessano i messaggi, En el nombre de la hija è irraggiungibile. Forse JHC è un film più immediato, più semplice, e sarebbe stato "più facile" far vincere un film così, che addentrarsi nei molteplici significati contenuti in En el nombre de la hija.

    Per quanto riguarda North Sea Texas, sono d'accordo con tutti gli altri commenti che sono già stati fatti. E oltre la bellezza estetica del film, che lo eleva a livelli straordinari, penso che il film possa avere un messaggio (che riporta anche sulle locandine) : "Love. Always."
    Nel suo non-essere un film manifesto o di denuncia, come magari Brokeback Mountain, ci mostra un amore omosessuale, e non concentrandosi su quegli aspetti, ci comunica ugualmente (anche tramite le già citate immagini paesaggistiche): "Guardate. E' NORMALE, NATURALE.
    L'essere umano si innamora di anime, non di corpi."
    Anche questo, per me è un film grandioso.
    E, non sono parole mie, nel cinema è molto più difficile comunicare con sole immagini che non con immagini legate a dialoghi e azioni.
    E nel modo in cui ci riesce il film di Bavo Defurne… possiamo ammirare grande Cinema.

    Ora, può anche non rispondermi, perché vedo che ha già risposto a tutti gli altri commenti.
    Le sue motivazioni potrò leggerli lì, non occorre che si ripeta.
    (Che dice, sparo a raffica?) Prego 😉

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  20. Mi perdoni se le è parso che la mia fosse un'accusa personale. Sono semplicemente rimasto stupito della leggerezza con cui ha sminuito il voto della Giuria bollandolo come "popolare", mentre invece tutti i membri della giuria sono passati attraverso un processo di selezione, e ho deciso di farglielo notare. Sfortunatamente mi sono espresso male, suscitando il suo giustificatissimo disappunto.
    Le chiedo scusa per la mia troppo affrettata obiezione.
    In teoria il bando per i concorsi di selezione dovrebbe trovarsi ancora su internet.

    Appunto, anche un film-quadro è qualcosa di diverso rispetto a un quadro, quindi non ritengo giusto, per idiosincrasia personale, dire "se voglio vedere un quadro vado alla pinacoteca".

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  21. il cinema è, come tutta l'arte, non solo comunicazione di COTENUTI ma anche e soprattutto di bellezza estetica. Vogliamo dire che Nordzee Texas è un film contenutisticamente povero ed estetizzante? Benissimo, ma che male c'è? "La vita è bella" è(per quanto lo odi) un film contenutisticamente ricco ma tecnicamente povero. Perché l'estetica deve essere superflua e non il contenuto, in un'arte VISIVA? Quindi ben vengano opere di pura e gratuita bellezza visiva(chiarendo poi che Nordzee texas è un film fortemente simbolico e per niente gratuito, ma, ripeto, non ci sarebbe a parer mio niente di male)

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  22. l'elemento del proibito e del disagio è presente indubbiamente, come è ovvio che sia. ma non è centrale come in tutti gli altri film a tematica omosessuale.

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  23. Rispondo insieme ai due commenti, perché credo di non dovere aggiungere nulla sulla mia visione del film (credo che ci siamo tutti sufficientemente spiegati e, spero, capiti, negli interventi precedenti).

    La parola bollato mi dà la misura di quanto sia stata fraintesa. Come ho già detto, si indica come popolare la giuria dei ragazzi in quanto è formata da non addetti ai lavori. Questo non significa che non siate preparati e che non abbiate studiato duramente per passare le selezioni: ci credo. Soprattutto, permettetemi di chiarire che con i vostri giudizi e con la vostra capacità di argomentazione avete dimostrato gusti non banali e piuttosto sofisticati – il mio iniziale stupore era appunto dovuto al fatto che non mi pare che le vostre preferenze siano rappresentative dei gusti medi dei vostri coetanei. Basti vedere le adolescenti in delirio mistico per Breaking Dawn e le urla selvagge quando Luca Argentero si è alzato in piedi in sala.

    Alla vostra età (a spanne, in base alla composizione della giuria), io ho fatto parte della giuria popolare del premio giovani del David di Donatello (allora non esisteva ancora il Festival di Roma, vedete quanto cambia una mezza generazione!) e i modi di selezione erano più o meno gli stessi (solo che la giuria del David era molto numerosa, contando vari giurati da ciascuna città), ma non mi sarei offesa a sentir dire giuria popolare, nonostante avessi dato all'esperienza una grande importanza (sul piano formativo prima di tutto).

    Pace!

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  24. Eheheh, questa sembra la tipica frase alla "non ti offendere ma…" tipicamente seguita da espressioni che offenderebbero anche il meno permaloso tra gli interlocutori. XD

    Credo che, avendo partecipato a una esperienza di giudizio comune abbiate elaborato anche una visione comune dei due film. Le sovrainterpretazioni, poi sono frasi (non identiche) che ho trovato in alcuni dei vostri commenti, non in tutti, tanto per chiarire.

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  25. Infatti, come ho spiegato anche più sopra (e chi sa più dove di preciso!) era esattamente a questo che mi riferivo quando ho scritto: "didascalismo lirico volto a sottolineare le percezioni del giovane protagonista". I paesaggi servono a riflettere l'animo dei protagonisti. Con ambientazione rurale, però, intendevo riferirmi anche all'humus socio-culturale, senza il quale né il protagonista né la storia avrebbero ragion d'essere. In un contesto metropolitano, per dire, la stessa sensibilità si sarebbe espressa in un modo diverso (mi viene da pensare all'adolescente del film newyorkese di Faenza).

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  26. Sì in effetti ho terminato le cose da dire, perché ho già spiegato altrove quel che penso del film.
    Resto stupita, e in positivo, dal modo in cui avete (tutti quanti i commentatori) percepito l'aspetto poetico e cristallino del film, anche se per alcuni versi mi sembra che ci sia più sovra-interpretazione che materia da interpretare.

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  27. Però un accostamento ci sta. Tra l'altro trovo che ci siano delle similitudini anche nella poetica: sia nell'uno che nell'altro film l'ambientazione rurale ha il peso di una terza protagonista, entrambi sono più votati alla lenta contemplazione, che al racconto vivace e, infine, in entrambi vi è forte accento sul sentimento come vissuto da uno dei due protagonisti.

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  28. Perdonatemi, è veramente strano darsi del lei su un blog… tanto più che credo di essere la persona con più anni alle spalle qua in mezzo… e questo mi fa sentire un tantinello vecchia (ma, ehi, non arrivo a tren'anni)! Possiamo darci del tu? 🙂
    Come ho già detto sopra, ho messo in evidenza aspetti che mi hanno colpita trovandomi a selezionare alcuni elementi piuttosto che altri. Un po' come quando si traspone un libro facendone un film, ho dovuto fare delle scelte, probabilmente al posto mio le tue scelte sarebbero state diverse, ma nessuno ti impedisce di scriverne per conto tuo. Ognuno di noi quando guarda un film usa un particolare filtro interpretativo, per cui mai e poi mai le miei impressioni potranno rendere giustizia pienamente al tuo punto di vista. Probabilmente elementi che io ho ritenuto importanti e degni di nota non lo erano per te e viceversa.

    Domanda che merita un'attenta riflessione. Nordzee,Texas parla d'amore, ma non avrebbe avuto lo stesso sapore e non avrebbe suscitato le stesse impressioni se questo amore non fosse stato connotato come omosessuale, quindi, da questo punto di vista, sarei tentata di rispondere no alla domanda. Rispondo invece di sì se penso a tutti gli aspetti complementari del film: la descrizione delle dinamiche familiari, il ritratto della madre, la descrizione della vita di paese sono tutti aspetti interessanti e che dipingono un quadro molto suggestivo al di là della specifica vicenda d'amore.

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  29. Andiamo con ordine.

    Devo ammettere che quando ho letto il predicozzo sulla mancanza di tempo ho perso la calma. Ci sono aspetti dei quali è lecito entrare nel merito e altri che attengono alla vita privata delle persone, anche se queste hanno la voglia e il piacere di condividere sul web parte delle proprie esperienze. Nello specifico, la gestione del (poco) tempo libero che scelgo di dedicare al mio blog è un affare privato ed è condizionata da una serie di fattori quali gli impegni lavorativi e di altro genere. In questo particolare periodo per me un appunto come questo è tanto più indelicato in quanto ho ben poco tempo da dedicare alla mia vita extra-lavorativa – spesso, e non è un'iperbole, mi manca persino il tempo per dormire a sufficienza. Cerco di ottimizzarlo al meglio, ma sapete, sono umana e faccio quello che posso. I lettori del blog non sono tenuti a conoscere le mie difficoltà personali, ma nemmeno a giudicare senza sapere. Non ritengo nemmeno che ci sia bisogno di specificare per quale motivo abbia scritto rapidamente questi brevi appunti sui due film e quali fossero gli impegni che mi impedivano di sedimentare gli appunti su un file Word. Come ho fatto in altre occasioni, avrei voluto, a festival concluso, avere il tempo per compilare una scheda film per tutte le 14 pellicole viste e aggiungere un post singolo per ciascuno dei film più meritevoli, ma è stato impossibile. Ancora una volta: questo è un blog personale e non pretendo né di fare una esaustiva critica dei film di cui parlo, né di essere infallibile. Sono colpita dalla disinvoltura con cui si passa dalla discussione lecita intorno ai meriti o demeriti dei film, ad una sorta di accusa personale e spero che non ci sia bisogno di rispondere ad altri commenti di questo tenore.

    In relazione al discorso se la giuria del premio Alice nella città si possa definire popolare o meno, devo dire che non ho trovato da nessuna parte elenchi precisi sulla composizione (né specifiche sui criteri di selezione e di accesso) delle giurie dei ragazzi. Il semplice fatto che non esista sul sito un elenco dei giurati fa pensare che si tratti di una giuria popolare, nel senso più generico del termine: non si tratta di persone distinte da particolari conoscenze e meriti nel campo cinematografico, ma di un gruppo (non so quanto nutrito) di giovani spettatori appassionati di cinema. Sbaglio?

    Un film non è un quadro… mmmm… ma dai?!

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  30. I film sono come le persone: se potessero venirne fuori due uguali non varrebbe la pena di conoscerli entrambi, ma per fortuna non è mai così.

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  31. Sì, credo che alla fine tu abbia sintetizzato bene qual è il solco che ci divide nel giudicare questo film.
    Tra l'altro si capiva anche dalle parole che ho usato nella micro-recensione laddove ho scritto:
    1) riferendomi all'aspetto visuale dell'opera: "Caratterizzato da un fine gusto fotografico…";
    2) riferendomi allo schema narrativo: "Gradevole nella prima parte, nella quale emerge l’omosessualità di Pim, da un certo punto in poi la storia si disperde in un racconto di cui si fatica a cogliere il messaggio.".

    Non c'è nulla di male ad avere una forma mentis concentrata su uno o l'altro dei due aspetti, ma da amante della letteratura e della scrittura prima che del cinema preferisco che il primo sia al servizio del secondo e non viceversa.

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  32. Da questo commento comprendo quanto la superficialità si espanda anche alla lettura di poche righe scritte: nell'urgenza di commentare nel modo più critico possibile, forse ti sei perso due punti:

    1) En el nombre de la hija mi ha colpita molto nella sua bellezza e nella sua complessità non ostentata. Mi sono concentrata su alcuni punti piuttosto che su altri, nella misura in cui la lettura di ciascuno risente di un personale punto di vista, ma siamo d'accordo sul fatto che si tratti "limpido, chiaro e per niente noioso" e che porti i suoi messaggi a under 13 (ma anche agli over, vorrei ben vedere).

    2) Probabilmente, quella che tu hai percepito come purezza e bellezza a me non ha convinto. Con didascalismo lirico intendevo fare riferimento a molte riprese paesaggistiche che avevano lo scopo di trasmettere allo spettatore le sensazioni del protagonista, ma che io non sono riuscita a "sentire" per così dire. Pur sapendo smontare i pregi estetici del film, non sono stata coinvolta in questo sentimento raccontato.

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  33. Si trattava di una breve battuta che doveva introdurre all'argomento: il tono estremamente didascalico (e qui ci vuole!) dell'ipotetico sottotitolo era una chiara ironia per sottolineare come un tema potenzialmente "pesante" sia stato trattato nel film con leggerezza (ma non per questo con semplicità). Il film, come già scritto sopra, è molto valido sia perché contiene molti strati di significato insieme a una bellissima e coinvolgente profondità emotiva, sia perché è in grado di trasmettere tutto questo ad un pubblico trasversale per cultura ed età.

    Trovo che il disagio e il proibito, pur con toni differenti, sia un tema portante anche in Noordzee Texas in cui ritroviamo la segretezza della relazione e l'imbarazzo che porta con sé, l'assenza di comprensione da parte degli altri (la famiglia, la comunità) e l'impossibilità di condividere le proprie pene amorose, l'assenza di un diritto a ingelosirsi e ad amare alla luce del sole e molte altri aspetti che derivano dal carattere omosessuale dell'amore… Non trovi?

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  34. Sono contenta che anche lei abbia vissuto il festival. C'ero anch'io, anzi è piuttosto chiaro che se stiamo parlando di questi due film (che probabilmente non vedranno mai il buio delle sale cinematografiche italiane) c'eravamo tutti.
    Detto questo, legga il lungo commento sopra il suo.

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  35. Vorrei specificare altre due cose, prima di rispondere:
    1) questo blog rappresenta sempre ed esclusivamente il mio personale (e discutibile) punto di vista e i miei (non discutibili, come insegna l'adagio latino) gusti;
    2) molti dei film visti durante il festival avrebbero senza dubbio meritato un più attento approfondimento critico, ma è chiaro che il tempo limitato mi ha portata a scegliere per ciascun film visto alcune suggestioni e alcuni punti da mettere in evidenza. In ogni caso ho privilegiato qualche rapido accenno alla trama e una minima contestualizzazione rispetto a ragionamenti critici più complessi. Si tratta di rapidi appunti post-visione senza alcuna pretesa che non sia quella di scrivere un piccolo diario personale del festival.

    Concordo sulla cura estetica delle scene, specialmente quelle che vivono di pura contemplazione paesaggistica. Forse è proprio qui che il mio giudizio è stato equivocato e che si sente la distanza tra il mio gusto per il cinema e quello di chi ha apprezzato North sea Texas. Mi spiego: difficilmente, per una questione di idiosincrasie personali e preferenze estetiche, guardo un film come se guardassi un quadro. Io al cinema cerco le storie e nei musei i quadri ben composti. Quindi, se un'opera ha da dare più dal punto di vista estetico che da quello narrativo, spesso non riesco a coglierne la fascinazione. Ciò si è verificato evidentemente anche per North Sea Texas – si tratta certamente di un'opera "per molti ma non per tutti" riprendendo la famosa reclame pubblicitaria.

    En El Nombre de la Hija, se volessimo sviscerarne il significato è un'opera complessa con strati di senso che vanno dai riferimenti culturali e storici a complesse intuizioni filosofiche, psicologiche e sociologiche, con un aspetto metacomunicativo incarnato dallo zio folle. Sono sicura che altrove potrete leggere recensioni molto più complete, è difficile pretendere che tutto sia detto in una manciata di righe che comprendono anche cenni sulla trama. 🙂

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  36. Visto che sono a casa mia posso anche permettermi di rispondere a tono: questo commento fa schifo! 😛
    Il corto del WWF non aveva un grande valore dal punto di vista estetico ed era alquanto stanco dal punto di vista retorico. Fino a qui, credo, siamo d'accordo.
    Riparliamone allora, anziché tagliare frettolosamente la testa al toro, potresti esprimere il tuo personale giudizio anziché sparare a raffica? Grazie.

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  37. Su questo non sono d'accordo.
    Intanto, c'è una differenza tra morale e messaggio. La morale della favoletta, talvolta evidente fino al didascalismo, non è necessaria e qualche volta è fastidiosa, ma il messaggio – e cioè un contenuto significante che consenta allo spettatore di focalizzare il senso dell'opera – è indispensabile ai fini della comunicazione. Possiamo discutere sul fatto che il messaggio ci fosse e io non l'abbia colto, ma se diciamo "non tutto deve avere un messaggio" ci stiamo allontanando dai fondamenti su cui si basa qualsiasi opera che voglia parlare ad un pubblico.

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