[Aspettando il Festival] Il mio brizzolato preferito è sempre stato Richard Gere, alla faccia della Canalis!

Tutto è cominciato nel 1990, quando ho incontrato per la prima volta lo sguardo ammiccante e maturo di Richard Gere. Attraverso uno schermo, è ovvio. Avevo sei anni e la favola di una prostituta che fa innamorare un milionario era appena diventata il mio film preferito, con tutte le conseguenze sul lungo termine che potete immaginare. Non che sia diventata una prostituta, questo no.

Richard Gere in Pretty WomanRichard Gere in Pretty Woman

 

Ora, se qualcuno prova a dirmi quant’è affascinante quel tipo brizzolato che stava con Elisabetta Canalis, io scuoto la testa e penso al protagonista maschile di Pretty Woman – quello sì che era un modello fascino-sale-e-pepe. Occhi piccoli e penetranti, viso prematuramente segnato dal tempo, modi pacati, eleganti e posati, sorriso da stronzo che non lascia scampo – nemmeno a Julia Roberts. Va bene, al Lido a settembre avevano George Clooney, ma quest’anno a Roma viene Richard a ritirare il Marc’Aurelio per la carriera. Che poi la sua carriera era iniziata prima degli anni Novanta, ma io non lo sapevo perché non c’ero. Nei primi anni Settanta il nostro appare in qualche serie televisiva, ma è nel 1980, con American Gigolo, che il suo volto entra di prepotenza nei sogni erotici di tutte le casalinghe americane. Ufficiale e Gentiluomo due anni dopo lo consacra a icona sexy pure per la proverbiale casalinga di Voghera: un po’ stronzo ma garbato, bello di una bellezza ordinaria, eppure carismatico, si inizia a delineare l’Edward Lewis che si porterà addosso per il resto della carriera. Infatti, dopo qualche film difficile da difendere arriva il già citato Pretty Woman.

 

Nel 1990 gli manca tanto così per passare dal bello impossibile al volto immancabile della commedia romantica americana, invece continua a dividersi tra romance e action/thriller. Le sue pose granitiche e un po’ monocorde gli rendono inaccessibili le commedie brillanti: la verità è che – intenso quanto vuoi – quest’uomo non sa far ridere. Passa dal Lancillotto nel film Il primo cavaliere all’avvocato vittima del regime cinese in L’angolo rosso – Colpevole fino a prova contraria. Nel ’99, dopo quasi dieci anni dal loro grande successo ritrova la Roberts nella commedia romantica Se scappi ti sposo, ma ci sono più cigolii che scintillii.

In Chicago, per la prima volta, mi accorgo che inizia a invecchiare. Faccio un rapido calcolo e, in effetti, all’epoca aveva già superato la cinquantina – è giustificato. In questi ultimi anni, se dovessi ricordarmelo in un paio di film sceglierei Io non sono qui, ritratto multiforme di Bob Dylan diretto da Todd Haynes, e il commovente Hachico. Meglio che non recuperiate mai Amelia se non l’avete visto. Entro il 2012 lo rivedremo spesso, a cominciare da The Double, che a fine mese uscirà negli States, in cui sarà un agente dell’FBI in pensione. Io di sicuro, lo vedrò dal vivo la prossima settimana.

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