Californication e i massimi sistemi della vita

Californication

– Però, che bello! Voi due siete tornati ufficialmente insieme?
– Per adesso, finché non rimandiamo tutto a puttane. Esatto!
– E può essere da un momento all’altro.

La storia di Karen e Hank, un po’ come la storia di Carrie e Big non è tra le più originali. E non perché non sia punteggiata da momenti intensi, pathos e subitanei colpi di scena, ma perché è un po’ (anche un po’ troppo a dirla tutta) la storia di molti. La storia di tutte le storie che finiscono, ricominciano, poi ri-finiscono… and so on, and on, and… Bene. Ho iniziato a vedere questa serie perché qualcuno mi aveva detto che era sboccata e disinibita. Ho pensato che fosse, quantomeno, adatta al momento. Tutti quelli che l’hanno vista la considerano la Sex and the City al maschile. E hanno ragione. Sex and the City parla di quattro amiche che, per cercare il grande amore, si scopano mezza New York. Californication parla di un uomo che, per dimenticare il grande amore, si scopa mezza Los Angeles. Notate la somiglianza? [Probabilmente senza la prima la seconda non sarebbe mai esistita, ma tant’è.]

Devo ammettere che a me questo Hank Moody (David Duchovny) non dispiace affatto. È un pasticcione erotomane, ma in fondo romantico. Il tipo di uomo a cui poche donne direbbero di no. E infatti è così che succede, in questa L.A. in cui le ragazze hanno tutte un fisico perfetto, gambe lunghissime e vanno a letto col primo che capita (ma anche col secondo e il terzo e non necessariamente uno alla volta). In qualche mese di singletudine, Hank affoga in un mare di passere insipide (cit.), mentre cerca goffamente di riconquistare la sua ex. Mi sono innamorata di Californication quando ho visto questa scena (sesta puntata della prima serie): da entrambi i punti di vista una perfetta sintesi del motivo per cui l’amour fou non può durare. Avrei voluto usarle io le parole di Hank, ma anche quelle di Karen. Anzi, forse in qualche modo le ho usate.

Nella seconda stagione, quando appare il personaggio di Callum Keith RennieLew Ashby, diventa chiaro che la serie parla di quella ansiosa ricerca di libertà (sessuale, sentimentale), che cozza inevitabilmente con l’amore, il quale aderisce al profondo dell’anima e non si vuole scrostare. Perché se non fosse così, per quale motivo al mondo un rockettaro sciupafemmine dovrebbe trovarsi a piagnuccolare ubriaco davanti a casa della ex? (Salvo ritrattare tutto nel post-sbornia). I maschi di Californication sono esemplari di quel genere di uomini per i quali la libertà val bene la perdita di qualsiasi altra cosa. Ed è una libertà del tutto teorica: non la libertà di fare qualcosa, ma la libertà da qualcuno, nello specifico libertà da un legame con una donna. E anche se sembra sempre che siano le loro donne a lasciarli, in realtà sono loro a scollarsi. Per questo vivono come pendoli, continuamente combattuti tra un amore dal quale non vogliono essere imbrigliati e la libertà, totem indiscutibile di cui non sanno bene cosa fare.

Citando una delle più belle canzoni de Il Teatro degli Orrori, la vera domanda di Californication potrebbe essere quanto ti manca l’amore?

La serie è ora disponibile su Netflix.

2 Comments

  1. According to David Duchovny, the show is about finding true love when you were young, loosing it and then trying to win it back.That’s the reason why he did the show.People tend to get lost in all the sex but the show ran for 7 season because of its emotional roots between Hank and Karen and Becca. Otherwise we could have seen porn. You watch any of David’s interview and he’ll say the same thing.
    Just watch episode 10 of season 2 and you will understand why they can’t get over each other.
    PS: its way better than SATC

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