Molto forte incredibilmente vicino

 

Tom Hanks e Thomas Horn in Molto forte incredibilmente vicino

In molti aspettavano il secondo film tratto dalla penna di Jonathan Safran Foer, io invece no: non ho visto Ogni cosa è illuminata, non ero stata colpita dal trailer con Tom Hanks e questo bimbo dagli incredibili occhi blu, Thomas Horn, ma sono stata trascinata al cinema dall’entusiasmo di un amico. Se avessi dovuto pronosticare dalle vaghe informazioni che avevo il giudizio finale su questo film, credo che avrei indovinato: non perché avessi dei forti pregiudizi, ma perché questo film pur con tante trovate fantasiose non riserva alcuna sorpresa.

Thomas Horn in Molto forte incredibilmente vicino

Il ragazzino prodigio in odore di autismo, il padre brillante dedicato alla famiglia, il vecchio freak che ha smesso di parlare: Molto forte incredibilmente vicino snocciola tutta una serie di effetti speciali narrativi che sono ormai luoghi comuni, spinge sulla leva dei sentimenti che facilmente scivolano nel sentimentalismo mentre una regia netta e pulita spiega ogni cosa con chiarezza didascalica. Si sente una grande mancanza di autenticità in questa storia e anche quando si affaccia l’emozione è stiracchiata e vagamente grottesca, posta a una distanza inarrivabile dalla prevedibile antipatia del protagonista.

Thomas Horn in Molto forte incredibilmente vicino

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