Daredevil: il supereroe con la faccia di bronzo

Daredevil
Devo ammettere che io con Ben fustacchione Affleck non ho un bel rapporto. Sarà perché per me è l’esempio perfetto della faccia di bronzo inespressiva, sarà perché è più famoso per i suoi amori che per le sue interpretazioni… non saprei.
Io questo Daredevil con Ben supereroe cieco – e meno male che era cieco: gli hanno risparmiato la fatica di avere un’espressione nello sguardo – proprio non l’ho apprezzato. Anche a voler mettere da parte il mio amore per il suddetto salame parlante, il film non si salva. Il piattume della storia e dei suoi protagonisti è solo vagamente colorito dalle trovate spettacolari.
La superficialità è quasi imbarazzante: i conflitti interiori dell’eroe anzichè essere drammatizzati sono liquidati con qualche battuta risibile. I dialoghi sembrano scritti da un ragazzino di terza elementare. E le truzzate ci potrebbero pure stare, se solo fossero alleggerite con un po’ di ironia – Colin Farrel fa la parte del re dei truzzi, e ci sta pure molto bene!
Attenzione, non è che sia tutto da buttare, ci sono due o tre battute divertenti e la trovata dell’incontro amoroso attraverso le arti marziali è interessante. Gli effetti speciali e il montaggio, non sono male, anzi. Per i maschietti c’è anche quella gnocca pazzesca di Jennifer Garner nei panni di Elektra. Comunque, salvato il salvabile, non ne rimane abbastanza per stare davanti allo schermo per circa due ore (dipende dall’edizione, c’è anche una directors cut!).

Indicazioni terapeutiche: può provocare difficoltà digestive.

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