Desiderio (che questo film finisse presto)

DesiderioEra da tanto tempo che non vedevo un film così imperdonabile, quindi preparatevi perché sarò molto cattiva. Questa storia di un uomo che un giorno inizia una relazione extra-coniugale e di come vive il conflitto tra i suoi due amori, potenzialmente sarebbe potuta essere coinvolgente, strappalacrime, emozionante. Ha fallito e vi dirò perché.
Questo film si può definire solo per quello che gli manca. Non ci sono attori professionisti, ma persone che si sforzano di essere naturali (e purtroppo ci riescono). La colonna sonora è tutta diegetica, gli unici brani musicali si sentono in luoghi in cui il protagonista balla – in due scene
parallele, prima con l’amante e poi con la moglie. E poi… il silenzio è onnipresente. Manca una solida sceneggiatura, battute che sostengano la storia, che motivino i personaggi: i dialoghi sono smozzicati, sempre un po’ sottotono. I protagonisti non hanno carattere, non hanno niente di attraente che valga la pena di raccontare. La trama è portata avanti senza tensione emotiva e quello che dovrebbe essere il climax tragico non sortisce alcun effetto. Manca del tutto il senso del ritmo: il film ha una lentezza vista solo in Last Days (di Gus Van Sant, che ho odiato e non me ne vergogno). Il pesante realismo di cui la regista tedesca cerca di ornare il suo film è una palla al piede dello spettatore: ceci n’est pas cinema.
L’unica battuta che sortisce un certo effetto su di me è quella di lui, che, prima di tornare per l’ultima volta dall’amante, dice alla moglie: “Ho bisogno di stare un po’ da solo” – però non vale, perché questa battuta l’ho già sentita. Per il resto questo film è totalmente insignificante. A me
non importa come, non importa che il regista si inventi un dogma da seguire o che costruisca i suoi film con i collaudati lego hollywoodiani. A me importa solo che alla fine il risultato riesca a comunicarmi qualche cosa…
Non bastano gli incantevoli paesaggi tedeschi a creare la poesia visiva di un film. Dopo il primo quarto d’ora, dovevo già trattenermi per non sbuffare. Purtroppo quella mattina avevo dormito fino a tardi e così mi ero bruciata la possibilità di lasciarmi andare tra le braccia di Morfeo, che sarebbe stata la più naturale reazione fisica a tutta quella insopportabile noia. All’uscita una signora bene ha commentato “Sembrava un documentario sulla storia di questi due, mica un film”. Ora, potete non essere d’accordo con la concezione ristretta del documentario sottesa da
questo commento, ma io ho capito senza ombra di dubbio cosa volesse dire: non c’era alcuna capacità affabulativa. Niente identificazione dello spettatore, niente sospensione dell’incredulità, solo un’attenta visione… come accade di solito per un documentario, insomma.
Questo film che è stato in corsa per l’oro a Berlino, che ha persino vinto il Festival di Pesaro, lo consiglio solo a quei grandi critici che lo giustificano pur di apparire intellettuali. Alle persone normali, come me, che al cinema vanno per farsi raccontare delle storie e non per sforzarsi di tenere gli occhi aperti, consiglio di starne alla larga.
Indicazioni terapeutiche: questo film nuoce gravemente alla pazienza. Attenzione: il tempo della visione non sarà rimborsato.

2 Comments

  1. è un po' tardi per commentare, ma non potevo non farlo, visto che questa è l'unica recensione trovata in rete per questo film. Film che ricorderò per sempre come una delle visioni più divertenti della mia vita.
    complice la presenza accanto a me in sala di mia sorella, dopo i primi minuti di sconcerto, la pettinatura meravigliosa della protagonista, la sua ignoranza sull'uso della pinzetta per le sopracciglia, la straordinaria espressività del protagonista e la bellezza sconvolgente dell'amante sono state oggetto di commenti esilaranti.
    fino all'acmé, quando lei cade dal balcone. lacrime.

    veramente, ne girassero di film così.

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  2. Aahahahhah! Peccato, però, che non avesse un intento comico. La comicità involontaria è veramente triste! Però sei stata più fortunata di me, che sono coraggiosamente andata a vederlo da sola… aspettandomi tutt'altro.

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