Dredd – La legge sono io: l’assolutismo delle armi da fuoco

DreddMetti una storia da fumetto in un futuro Blade Runner‘style (palazzi che svettano alti nel cielo, automobili volanti, anarchia), metti un Silvester Stallone ancora in grazia di dio, metti qualche litro di sangue, fulmini, esplosioni, caos e… ci si può ancora divertire. Un divertimento del tutto ignorante, sia chiaro. Riderete per i dialoghi ganzissimi e per i cattivi un po’ naif e alla fine direte “Ma che stronzata di film!“, ma non vi annoierete neanche per un secondo.
La trama è semplice: le città del futuro sono impestate da disordini e guerre di quartiere, l’unico strumento per far rispettare la legge sono i giudici di strada che sono poliziotti, giudici e, all’occorrenza boia. Il più terribile e giusto tra i giudici è Dredd, che non si ferma neanche davanti all’amicizia, ma che viene incastrato da chi vuole sconvolgere il sistema… E il resto e quello che vi aspettereste: l’eroe si incazza… e comincia a spaccare tutto, finché non smaschera i cattivi e ripristina l’ordine.
Notevole Armand Assante nei panni del gemello cattivo di Stallone e molto divertente Rob Schneider, il controcanto cacasotto dell’irreprensibile eroe, che dà il giusto tocco di commedia all’action movie. Un film che potrete persino godervi se avrete a disposizione tutto il set di gelato, lettone e uomo/donna dei vostri sogni.
Il leit motiv:
“Affermazione prevedibile.”

Indicazioni terapeutiche: concentrato di adrenalina indicato soprattutto per i nostalgici degli anni Novanta. Avvertenza: film estremamente cazzone, da prendere con il giusto spirito.

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