Gianni e le donne

Gianni e le donne
Emo-vie: il giusto stato d’animo per godersi questo film Riflessivo – crepuscolare L’età avanza, e non sapete come affrontare questa naturale fase della vita? Gianni di Gregorio sceglie di affrontare l’inizio dell’ultima stagione della vita con una risata un po’ amara e malinconica.
Indimenticabile: la sagacia con cui sono dipinti i personaggi, anche quelli secondari, come il vecchio vegliardo che se la fa con la tabaccaia o il fidanzato disoccupato e un po’ parassita della figlia di Gianni (figlia, tra l’altro anche nella vita reale).

Da buttare: il finale un po’ tarallucci e vino.

Indicazioni terapeutiche: una cura del sorriso amaro, per superare il tabù del  tempo che se ne va.

Protagonista, regista e co-sceneggiatore del film, Gianni di Gregorio (che aveva esordito alla regia cinematografica nel 2008 con il Pranzo di ferragosto) con Gianni e le donne ci regala una riflessione lucida e disincantata sull’inizio dell’ultima stagione della vita di un uomo, creando un personaggio che è un’emanazione caricaturale ma palesemente autobiografica di se stesso…

Ho scritto questa recensione per Cinema 4 Stellecontinua a leggere.

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