Halloween: the Beginning. Lo Zombie che fagocita Carpenter

HalloweenRob Zombie ri-mastica la storia: come nei due Halloween di Carpenter (Halloween: la notte delle streghe, 1978 e Halloween II. Il signore della morte, 1981) Michael Myers è il Male incarnato, capace di atrocità incomprensibili sin dalla più tenera età. Quando riesce a evadere dal carcere, va a spaventare la sua sorellina sopravvissuta… e a spargere un altro po’ di sangue.
Una rilettura della favola orrorifica dell’Uomo Nero (il boogeyman), dal punto di vista dello stesso Michael/Uomo Nero. Il risultato è un film che elimina il terrore e ripiega su una sete di sangue molto splatter. Coltelli lunghi e affilati, donne nude che scappano terrorizzate, primi piani di facce ricoperte di sangue: la fiera dello slasher. Un film che si compiace di allusioni e citazioni, di una tecnica che ci riporta indietro di quasi trent’anni, con inquadrature strette, sporche, sbilenche. Banalizzato l’aspetto psicologico, con lo psichiatra ridotto a manichino e i nessi logico causali piuttosto labili. Forse lo apprezzeranno i culturi della saga e i nostalgici dell’horror anni ’80. Un po’ meno chi spera di provare paura: se volete la paura, chiedete a vostro fratellino di nascondersi dietro la porta e di urlare quando meno ve lo aspettate, l’effetto sarà sicuramente più soddisfacente.
Si salva una colonna sonora notevole: le basi orgininali della serie Halloween, i Kiss, Iggy Pop, Alice Cooper. Insomma una gradevole iniezione di quelli cattivi cattivi, che non hanno mai fatto male a nessuno.
Indicazioni terapeutiche: consigliato a sopravvissuti degli anni Ottanta in cerca di una sostanziosa trasfusione di sangue.

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