Il destino di un cavaliere: succede oggi, nel Medioevo

Heath LedgerC’era una volta, in un Medioevo avventuroso e festaiolo, un uomo che ebbe la forza di cambiare il proprio fato: Il destino di un cavaliere è una storia di coraggio e nobiltà d’animo. William (Heath Ledger), figlio di un artigiano, si improvvisa cavaliere senza lignaggio e le sue gesta fanno il giro dell’Europa. In primo piano c’è l’amicizia tra i protagonisti: tre giovani maniscalchi cui si unisce uno scrittore scapestrato che risponde al nome di Geoffrey Chaucer (un agile Paul Bettany). E poi l’amore: un amor cortese sui generis, con una dama bellissima e capricciosa (Shannyn Sossamon), molto poco angelicata, ma in fondo sensibile e idealista.
Sceneggiatura impeccabile, l’eroe è stressato al punto giusto: gli viene concessa qualche tregua nel suo cammino, ma per raggiungere il premio più grande dovrà sudare e ammaccarsi. La regia di ampio respiro, i dialoghi brillanti, il casting azzaccatissimo: tutto contribuisce a fare del secondo film diretto da Brian Helgeland una piccola perla.
Non si può lasciare in ombra la bellissima colonna sonora che trasporta la musica contemporanea nelle atmosfere medievali: i Queen, in apertura, ci restituiscono l’entusiasmo popolare dei tornei di giostra. Nel corso del film David Bowie e Sly and the Family Stone si succederanno con Eric Clapton e Robbie Williams, facendoci vivere lo spirito del tempo in maniera assolutamente anti-filologica. Un tempo in cui i cavalieri si battevano per gioco e le dame regalavano fazzoletti bianchi ai loro prodi.
Vale la pena spendere due parole per i costumi: la maggior parte dei personaggi sono vestiti di stracci, ma lei, l’amata, indossa copricapi eccentrici e vestiti sensuali con ampie scollature e ammiccanti trasparenze, che sembrano disegnati da Versace, piuttosto che confezionati da un sarto dei secoli bui.
Le frasi da non dimentiacare (e che potrete piegare alle vostre esigenze):
William: Ah Sir… cosa state facendo?
Chaucer: Eh… arranco… avete presente? Il verbo arrancare? Arrancare: il lento faticoso deprimente ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita tranne l’impulso di, semplicemente, continuare la lotta.
William: Ma si può fare padre… un uomo può cambiare il corso delle stelle?
John Thatcher: Sì William, se ha fede sufficiente un uomo può fare tutto.
Adhemar: Siete stato pesato, siete stato misurato. E siete stato trovato mancante.
Jocelyn: Ah per sapere chi sei, William, non basta un’intera vita.
Ce ne sarebbero altre… ma mi rendo che magari qualcuno si vuol pure vedere il film, se non l’ha già fatto. Scusate, ma questo film era un’enciclopedia di parole felicemente riuscite… sarà che Helgeland nasce come sceneggiatore?

Indicazioni terapeutiche: una pillola rosa che riaccende gli spiriti romantici, contiene anche piccole dosi di adrenalina.

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