Il gatto con gli stivali

Il gatto con gli stivali

Il giusto stato d’animo per godersi questo film: Consumismo cinefilo natalizio Arriva il primo film d’animazione in 3D del Natale 2011: se volete che Babbo Natale non parli di spread, ma porti un sacco pieno di consolazioni, il micione doppiato dal bell’Antonio Banderas torna in una veste più adatta ai bambini che ai loro genitori con una favoletta (non priva di chiaroscuri morali) sull’amicizia, la lealtà e l’onore personale.

Indimenticabile Rattrista dirlo, ma anche le poche battute brillanti che fanno scappare due risate durante la visione del film sono volatili e non sopravvivono alla fine del secondo tempo. Di indimenticabile, in questo spin-off della già stanca serie animata di Shrek, c’è ben poco. A poco valgono l’ingresso di nuovi personaggi (Kitty Zampe di VellutoHumpty Dumpty) e persino la raffinata tecnica 3D, se si perde la capacità di narrare in maniera anticonvenzionale che era il marchio di fabbrica DreamWorks.

Da dimenticare La banalità della storia, che spreca con una trama insipida il possibile rilancio di uno dei personaggi più ricchi di mistero e charme della serie ambientata a Molto molto Lontano.

La mia recensione su Cinema 4 Stelle.

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