La pecora nera: il teatro della follia

La pecora neraIl film di Ascanio Celestini inizia senza nemmeno i titoli di testa, ci butta lì sul palco del cinema, con gli attori che parlano, si agitano, si raccontano. La voce fuori campo del protagonista ci accompagna dentro le mura di un manicomio, con ingenuità e tenerezza, con un fine umorismo sempre pervaso da una implicita malinconia. E noi, per reazione fisiologica, facciamo scoppiare qualche risata dura e secca, ma sentendo per tutto il film l’amaro in fondo alla bocca.
Ho scritto questo articolo per Cineclick: continua a leggerlo.

Indicazioni terapeutiche: una malinconica pillola marziana per comprendere gioie e dispiaceri di un individuo la cui vita è stata rapita dal manicomio elettrico.

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