La talpa

L’atmosfera noir è offerta dal talento di Tomas Alfredson (svedese, suo Lasciami entrare, quello originale). Stile vintage, dall’inconfondibile gusto cinefilo. L’ispirazione viene invece dalla letteratura, in particolare dalle pagine di John Le Carré, autore dell’omonimo romanzo.
La talpa | Scena 1

Cosa funziona: oltre alla sapiente regia, il cast. Una serie di interpreti di grande talento impegnati in una prova di recitazione piuttosto old-fashioned, asciutta e composta. Gary Oldman, John Hort, Colin Firth, Mark Strong, Tom Hardy, Benedict Cumberbatch: li guardi muoversi insieme in una coreografia tutta al maschile (be’, quasi) pervasa da una rigida eleganza molto british e pensi a che piacere possa essere stato per il regista lavorare con loro. E viceversa, of course.

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Cosa non funziona: La sceneggiatura. Le 354 pagine del romanzo pesano tutte sulle due ore abbondanti di pellicola, che risulta troppo complessa e compressa, difficile da digerire. La cavillosa ossatura logica costringe lo spettatore a un continuo sforzo di attenzione mentre si accumulano indizi, personaggi, flashback e riflessioni, mentre il passo lento conferisce alla narrazione un ritmo tutt’altro che leggero.

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La curiosità: Dallo stesso libro è stata tratta una fortunata mini serie televisiva omonima, con Alec Guinness nei panni di Mr. Smiley.

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