L’ora nera

Hemile Hirsh in L'ora nera

Buoni motivi per vedere questo film:

  1. Per le femminucce Emile Hirsch  può sembrare un buon motivo nei primi cinque minuti. Poi a prescindere da quanto siate sensibili  al tipo “principe azzurro hipster” potreste chiedervi come sia possibile che uno così carino e brillante riesca sempre ad avere un’aria da snob presuntuoso a prescindere dal ruolo che interpreta. Forsecheforsecheforse… ma sì!
  2. Per i maschietti: c’è la brunetta un po’ svampita (Olivia Thirlby), la bionda adolescente esteuropea (Veronika Ozerova) e il figone di tipo californiano (Rachel Taylor). Cascare male è impossibile.
Protagonisti di L'ora nera
Ah…  vi interessa la storia? Hmmm… vabbé.
Avete presenti i film apocalittici in cui un pugno di sopravvissuti cercano un modo per sopravvivere alla catastrofe? L’uomo della strada in condizioni di straordinaria precarietà che si trasforma in eroe?
Se avete pensato a The Road siete fuori strada.
Se avete pensato alla vostra quotidiana battaglia per arrivare alla fine del mese, pure.
Pensate piuttosto a Cloverfield, a Io sono leggenda, a 28 giorni dopo.
Togliete a Cloverfield lo stile mockumentary. Togliete a Io sono leggenda la solitudine esistenziale dell’ultimo uomo sulla terra. Togliete a 28 giorni dopo la regia di Danny Boyle.
Insomma: L’ora nera funziona, nella sua onesta ingenuità e non si preoccupa di avere personalità.
In America We Trust
Forse è la fine del mondo, di sicuro la città (straniera) in cui ti trovi è stata sottoposta alla devastazione più terribile. Persone ed edifici non hanno avuto scampo. Se sei americano la prima cosa che fai è raggiungere un’ambasciata.

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