Million Dollar Baby: un Eastwood da Oscar

Million Dollar BabyMillion dollar baby potrebbe sembrare l’ennesimo film sui fallimenti riscattati attraverso lo sport, su campioni che nascono dal nulla in mezzo al sudore delle palestre. Maggie (Hilary Swank) è una cameriera che sogna di diventare boxeur, una donna che nella sua vita ha conosciuto solo il sacrificio e la miseria, in tutti i sensi. Senza famiglia, perché la sua famiglia è più che altro causa di guai, senza un uomo: la sua unica speranza è cominciare a combattere. E lei è una guerriera, in tutti i sensi. Potrebbe essere l’ennesima storia di rivalsa, un po’ una Rocky donna, ma in questo film c’è qualcosa di più. Che è valso tanti Oscar al vecchio Clint.
Ci sono personaggi profondi, realmente tridimensionali, con le loro fisse, le loro macchie, i loro pregi. Frankie (Clint Eastwood) è un uomo ruvido, incartapecorito nel cuore come nel volto da solchi profondi. Un padre fallito e un allenatore iperprotettivo, che cerca la rivincita in una giovane donna che vuole a tutti i costi diventare una campionessa di boxe. Eddie (Morgan Freeman), ex pugile, è la controparte di Frankie: un vecchio saggio che riporta l’equilibrio, un uomo che può vedere con un solo occhio, ma che è capace di comprendere i desideri delle persone.
C’è una svolta non scontata nella storia, che mette in luce, attraverso la caduta, la forza di lei e la sensibilità di lui. Un film che parla di valori profondi, di amore, comprensione, riscatto. Un film che parla di famiglia contrapponendo a quella naturale una famiglia elettiva.
Indicazioni terapeutiche: un farmaco da tenere a mente, adatto a tutti coloro che vogliono, sopra ogni cosa, superare i propri limiti.

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