Qualcosa di speciale: l’amore accade

Qualcosa di specialeLui (Aaron Ekhart) è uno psicoterapeuta che dopo la morte della moglie è diventato una sorta di guru, che aiuta gli altri a superare i propri lutti, nel modo chiassoso e fanfarone che solo negli USA è realmente possibile. Peccato che, dietro la maschera tutta d’un pezzo di morigeratezza ed equilibrio, il personaggio di Burke Ryan nasconda debolezze e contraddizioni dovute al fatto di non avere ancora risolto i propri conflitti e sensi di colpa. Lei (Jennifer Aniston) è una giovane ed eccentrica fioraia che, come le fa notare la sua migliore amica Marty (la briosa e talentuosa Judy Greer), sceglie sempre uomini non disponibili. D’altra parte, come osserva il co-sceneggiatore Mike Thompson: “Eloise è attratta da Burke perché anche lei è un po’ disfuzionale, dato che ha sofferto dell’abbandono di suo padre, quando era piccola.

Promette bene il soggetto del film, perché guarda a temi universali come il lutto e la solitudine attraverso lenti disincantate e persino ironiche. Scordatevi l’effetto strappalacrime alla Nicholas Sparks: qui i sentimenti non sono mai intrisi di melodramma, semmai sfociano in situazioni paradossali, mentre con una certa dose di cinismo viene messa a nudo l’ipocrisia del protagonista e con lui quella dei gruppi di auto-mutuo aiuto. La regia di Brandon Camp è vivace, attenta al significato dei piccoli dettagli capaci di imprimersi nella mente degli spettatori, come i limoni della primissima inquadratura che suggeriscono una chiave di lettura per tutto il film. […]

Ho scritto questa recensione per Cineclick: vai a leggere la seconda parte.

Indicazioni terapeutiche: per chi avverte un calo di feromoni, la commedia romantica ha il potere di riportarli in circolo grazie a una composizione che mescola sapientemente incanto e disincanto.

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