Rabbit Hole: le divergenti strade del dolore

Rabbit HoleNicole Kidman si lancia come produttrice e decide di circondarsi di una serie di artisti a cui dare fiducia e credito: sceglie la squadra per il suo film in base alla stima professionale scommettendo in primo luogo sul regista John Cameron Mitchell, grande talento che abbiamo conosciuto con Hedwig – La diva con qualcosa in più e con Shortbus, al quale affida una storia decisamente lontana dalle tematiche dei suoi primi due film…

Ho scritto questa recensione per Cinema 4 Stelle: continua a leggere.
Indicazioni terapeutiche: una amarissima pillola, che cerca di rendere comprensibile l’inenarrabile dolore della perdita di un figlio. Intenso, toccante, ironico a tratti.

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