Smile: c’è poco da ridere per l’horror italico

SmileOgni tanto sbarca nelle sale un horror made in Italy. Queste uscite, non rare ma decisamente timide, fanno sempre nascere una curiosità piena di speranza nel cuore degli amanti del genere. Un nuovo regista dell’orrore è giunto a rimpiazzare re Dario – che occupa stancamente il trono? Bisognerà pazientare ancora, perché di certo il film in grado di riesumare l’horror nostrano non è Smile.

Francesco Gasperoni esordisce alla regia con un film che anziché ripercorrere le orme dei maestri italici, si allinea alle tendenze internazionali. Scelta coraggiosa e interessante, che però non è sostenuta da una qualità della pellicola in grado di rivaleggiare con gli horror d’oltreoceano. Un gruppo di amici va in vacanza in Marocco, ma il divertimento dura poco, perché la protagonista acquista una macchina fotografica maledetta che li ucciderà uno per uno. Il tema della vacanza riporta alla mente numerosi film horror usciti negli ultimi anni (HostelRuinsTuristas), mentre l’idea della fotocamera assassina l’abbiamo già vista in Final Destination 3.

Il soggetto non è dunque tra i più originali. Non importa. In questo genere l’originalità è un’optional, come hanno dimostrato gli slasher degli anni Ottanta. Cosa conta, allora? Una onesta dose paura. Purtroppo anche questa manca: il film di Gasperoni spaventa lo spettatore per circa quindici secondi. Non può bastare. […]

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Indicazioni terapeutiche: il film potrebbe nuocere gravemente alla pazienza degli amanti dell’horror, è però consigliata l’assunzione agli amanti della comicità involontaria e ai cecchini che amano sparare sulla croce rossa, premunirsi, in ogni caso, di una dose di ironia.

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