Stazione Pirandello – Nuntereggae più

Rimasticature letterarie pirandelliane in scena al Teatro Sala Uno a Roma

Stazione PirandelloNon vado abbastanza spesso a teatro, per una serie di motivi che abbiamo tutti ben presenti: i biglietti costicchiano, i complici mancano e, rispetto al solito cinemino, per andarci ci vuole un piccolo sforzo di apertura e curiosità, perché è difficile prevedere se ne valga la pena oppure no – specialmente per i piccoli spettacoli, sui quali l’informazione scarseggia. Così per ogni spettacolo ci vuole il coraggio della scoperta, oppure un accredito per entrare gratis. In questo caso, a smuovermi è stata la seconda che ho detto, con l’incentivo dei testi di un autore che conosco bene abbinato alle canzoni di un musicista che non mi dispiace neanche un po’.

Ed eccomi in un fresco mercoledì sera di novembre, al botteghino del Teatro Sala Uno, spartano e suggestivo allo stesso tempo a ritirare due accrediti per Stazione Pirandello – Nuntereggae più. La rassegnata poetica pirandelliana mixata con le musiche strabordanti vitalità di Rino Gaetano: così riprendono vita, tagliati e reinterpretati dal regista teatrale Gino Auriuso i testi e i personaggi di Uno, Nessuno e Centomila, Enrico IV, Il berretto a sonagli, I giganti della montagna e Il treno ha fischiato.

Nei corpi espressivi di Sabrina Dodaro, Tony Alotta, Irma Ciaramella e Gabriele Linari prendono forma reminescenze liceali e si ripete una lezione sulla distanza tra un uomo e l’altro, sulla barriera invisibile che separa la follia dalla salute mentale, sulla profonda e insuperabile incomunicabilità che deriva da percezioni differenti. Semplici, ma di grande impatto cromatico l’allestimento e i costumi di Maria Francesca Serpe. Stazione Pirandello è in altre parole un excursus vivo e attuale nell’opera di uno dei più amati e famosi autori teatrali del Novecento italiano. Piacerà molto a chi si è lasciato affascinare dalle turbe dei personaggi nati dalla sua penna, anche se l’impaziente collage di sprazzi lascia poco spazio alla contestualizzazione e potrebbe confondere gli spettatori più digiuni di letteratura.

Sarà rappresentato fino al 27 novembre al Teatro Sala Uno (San Giovanni – Roma) Dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 17:30 e alle 21 e la domenica alle 18

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