Ti odio, ti lascio, ti… La fine di una storia è sempre un disastro per nulla diplomatico

Ti odio ti lascio ti...Quasi tutte le commedie romantiche si concentrano sulla fase della conquista e dell’innamoramento e poi lasciano intendere che il seguito sia “e vissero felici e contenti”, senza che niente sia detto sul contenuto di quella felicità supposta. Con Ti odio, ti lascio, ti… Peyton Reed parte proprio quando il processo di innamoramento è bell’è finito, dal momento in cui la coppia scoppia. La parte sdolcinata occupa il tempo dei titoli di apertura, tutto il resto è un inseguirsi di insulti, dispetti e controdispetti.
Jennifer Aniston è una fidanzata bella e graziosa quanto spaccacoglioni, Vince Vaughn è un omaccione robusto, buono quanto rozzo. Lei è una sofisticata gallerista che dipinge per diletto, lui l’americano tipo: non troppo colto, ma ingegnoso e simpatico. A un certo punto le differenze tra i due si acuiscono e, per un pretesto banale, la storia va a rotoli. Il punto è: quanto di noi stessi siamo disposti a mettere in gioco per amore?
Lei, impegnata a pretendere attenzioni e cure senza chiederle, si esibisce nella tipica scenata da donna frustrata dall’atteggiamento maschile, ma non si chiede neanche per un momento se parlare sia il modo migliore per capirsi. Lui è macho quanto basta da non concederle nervi scoperti e debolezze. Gli amici sono lì intorno a dare consigli sbagliati all’uno e all’altra: li vogliono convincere a cercare nuovi orizzonti, a far ingelosire il partner con una inedita spudoratezza sessuale, a dedicarsi al lavoro piuttosto che ai problemi privati… Il peggiore di tutti è l’amico-avvoltoio: l’ipocrita agente immobiliare che li convince a vendere l’appartamento, prendendo agilmente la ghiotta commissione.
Lungo la trama del film possiamo vedere con chiarezza l’arco di crescita del protagonista maschile, che si rende consapevole dei suoi errori, ma è meno chiaro il percorso di lei che dopo aver sofferto tanto e sperimentato metodi improbabili di riconquista, sembra arrendersi. Il finale lascia aperta la speranza, ma è una speranza un po’ scialacquata e quasi malinconica.

Indicazioni terapeutiche: edulcorante con retrogusto amarognolo per tutti i soggetti che hanno visto l’amore finire.

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