31 dicembre 2010

Ultimo giorno del primo decennio del secolo, ultimo foglio del calendario, ultime ore del 2010. Alla fine è solo una data come un’altra, ma ripiena come un tacchino di aspettative, bilanci, buoni propositi e rimpianti. Posso già dire di essere una ragazza fortunata: di rimpianti non ne ho nemmeno uno, di buoni propositi uno solo (ho accuratamente evitato di fare la mia lista 2011, ma questo impertinente si è autoinvitato alla festa), di aspettative non troppe e infine, se faccio un bilancio, il mio 2010 non è stato poi malaccio.
Un bilancio, però, sarebbe davvero difficile da fare, quindi provo a raccogliere un po’ di cose, in ordine sparso.
1) Un oggetto. La valigia. Per i posti che ho visitato, ma anche perché mi sono lasciata riempire e svuotare, restando sempre la stessa. In fondo, è anche quello che sto facendo in questo momento: prendo un anno intero e lo infilo nel mio bagaglio a mano.
2) Un giorno. Il giorno del mio ventiseiesimo compleanno. In quest’anno di rossetti rossi in segno di lutto e di felice instabilità, il momento in cui ho intuito due o tre cose importanti.
3) Un posto. Venezia. Un rapido morso della vita che vorrei.
4) Un libro. Sextrology. Ci sarebbero libri decisamente più belli o che mi farebbero fare una figura migliore, ma quando si sceglie la propria bibbia bisogna restare fedeli.
6) Qualcosa di immateriale. La stima in me stessa. Rinnovata, accresciuta, maturata.
7) Un video. A che punto sono? Forse solo oltre.
8 ) Una canzone. Col nome giusto. Perché questo è stato l’anno del mio primo concerto della Cantantessa. Anche.
9) Una citazione. “Se vuoi qualcosa nella vita, datti da fare e prendilo.” Into the Wild

10) Un’opportunità. “Diamoci la possibilità di conoscerci di nuovo, solo questo.” Ho detto, ed era il 10 ottobre. Ed eccoci qua, di nuovo.

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