Fotogrammi dal mondo: le donne afgane

AfganistanL’Afganistan è uno di quei luoghi nel mondo che non hanno cittadinanza nei flussi comunicativi finché non succede qualcosa di veramente sconvolgente. A volte è uno tsunami, a volte  una guerra.
In questo caso era l’11 settembre. Del 2001. Dopo quella data l’Afganistan e Osama Bin Laden e il burqa erano sulla bocca di tutti. Il burqa appunto. Improvvisamente i leader mondiali erano preoccupati dell’emancipazione delle donne che si muovevano dietro queste vesti scure che coprono ogni cosa, persino gli occhi. Si dice sempre che le donne islamiche sembrino bellissime, con quegli occhi grandi contornati da ciglia che sono l’unica parte del corpo che ci sia dato vedere. Davanti al burqa non possiamo vedere neppure quelli, ed è questo, forse, che ci mette  a disagio: sapere che non potremmo mai creare un contatto visivo con loro. Che poi, è un disagio solo immaginario, perché noi quelle donne le abbiamo viste solo in televisione o sulle copertine delle riviste.

Francesca Nuzzo, invece, le ha viste davvero. Si è recata in Afganistan e ha fotografato le persone, donne (non tutte coperte dal burqa), uomini,bambini. Ha fotografato anche le montagne (innevate) e le strade e i luoghi, ma soprattutto le persone, che nei suoi scatti sembrano all’improvviso ricoperte dall’alone della quotidianità. Potete vederle anche voi, dal 9 settembre al 9 novembre presso la sede della UET, in via Crescenzio 43 a Roma, in una mostra che si chiama Il Velo Azzurro e fa parte di un ciclo di mostre fotografiche volte a portare nella capitale immagini dagli angoli più lontani e nascosti del mondo. La mostra si può visitare gratuitamente dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18. Per informazioni contattate l’ufficio stampa.

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