La tempesta dopo la quiete

Inspiegabile deja vu. Che cosa lega l’inquietudine in situazioni diverse?
Ricerco perle di solitudine.
Strano essere qui. Di nuovo in questa stanza, in questa città. Poche ore fa ero in campagna a seguire gli accordi di una chitarra.
Ah bandolero stanco,
stanotte ho pianto
pensando a te:
c’è un po’ della mia vita
nella tua vita che se ne va
dov’è silenzio...”
Ero così distante, così rilassata, senza pensieri né scadenze. Accarezzavo con lo sguardo il profilo delle colline (tutto potrebbe essere così a portata di mano…), senza nostalgia: solo la curiosità di immaginare “se lui fosse qui ora”, tra questo incredibile cantore con il cappello e la barba e un buffo giullare di corte.
Poi sull’aereo ho cominciato a calcolare: domani mi dovrò alzare alle 7; mercoledì devo aver consegnato entrambi gli articoli; entro il 13 devo sbobinare e consegnare l’intervista per il laboratorio…

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