Nostalgia e lacrime dolci

Fuggevoli incontri di frammenti di passato.
Stupirsi per chi non cambia. Il tempo non sembra trascorso. E invece a me tre anni sembrano un oceano di divenire disordinato. Un mare di esperienze ineffabili, di briciole di vita insensate, forse perché non è rimasto più nessuno a cui raccontare. Nessuno per cui costruire un filo di Arianna che dia direzione al mio cammino.
Arrabbiarsi per chi rimpicciolisce il suo mondo, senza rendersene conto. Anguste piccole sciocchezze. Grazie per tutti gli errori capitali, grazie per le sofferenze piene di vita, grazie per il cinismo, grazie per gli incontri sbagliati e per le fughe e per le solitudini: io ho la pelle macchiata e sporca, e ne sono felice.
Restare insoddisfatta… e turbata per un incontro che non è come mi aspettavo, che non è quando lo avrei voluto. Riconoscere quegli occhi e non riuscire a esprimersi. Non riuscire a parlare. Era l’anello mancante, la voragine che ha divorato i miei ideali, senza restituire… Quanto sei cambiato e quanto sei uguale? Stupirsi. “Ti ho cercato amore mio, in ogni atomo di te che è disperso nell’universo” (Antonio Tabucchi, Tristano muore)  e quando ti ho trovato, ti ho lasciato andare. L’unico pezzo che non riesco a infilare nel puzzle del passato e non posso trascinare nelle maree del mio presente…

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