[stanotte]

Non so se preparo il caffé perché voglio scrivere o perché non voglio dormire. Probabilmente un po’ entrambe le cose. Vorrei dire nessun dorma. Invece mi salta alla mente una scena di Trainspotting. Allison urla perché il figlio è morto, Sick Boy per una volta nella vita perde il suo savoir faire e proverbiale autocontrollo, c’è scompiglio e tutti sono sconvolti e Mark è lì, in mezzo, che non ha proprio niente da dire. Non ha niente da dire e allora cerca di fare, perché si sente inadeguato. Ecco, io sono così adesso. Più o meno. Cerco di fare cose senza importanza. Sono sotto un’ipnotica anestesia emotiva. Forse perché in qualche modo dentro di me questo funerale era già avvenuto. In un momento che non so dire quando – se quando ha smesso di ragionare, quando ha smesso di camminare, quando ha smesso di alzarsi dal letto e parlare o quando ha smesso del tutto di esprimersi, non lo so, a un certo punto – ho detto addio al suo ricordo. E le ultime cose che ho di lei sono un sorriso allegro e una tazza di caffellatte e savoiardi. Buonanotte nonna.

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