Un anno dopo

Così è passato un anno. Quando sei una bambina un anno ti sembra tantissimo tempo. In effetti, un anno è tantissimo tempo. Solo che con il lavoro, gli impegni, le bollette, i sabati sera e le domeniche e i lunedì – venerdì, le nuove conoscenze e i viaggi, con tutto questo non è che ci fai caso. Tempus ruit, ed è tutto.
Però voglio fermarmi a pensarci, dopo un anno da quello sportello sbattuto forte e quelle due brevi parole che colavano come gocce di piobo fuso sulla nostra relazione. E sai a cosa penso? A tutte le cose che non saprai mai e a quelle che io non immaginerò nemmeno. Perchè quando ti manca una persona all’inizio lo sguardo è rivolto al passato ed è tutta una nostalgia per quello che si faceva, quello che si sognava e quel ruolo che quella persona non avrà più. Poi guardi avanti e inizi a pensare a quanti pezzi di strada farai da sola e a quanti ne farà lui. E allora è come una nostalgia del presente che ti prende, di tutte quelle cose che non ti è dato sapere.
Quello che non saprai mai è se sono stata felice e cosa è cambiato in quest’anno senza te. Non saprai come porto i capelli o se ho comprato dei nuovi vestiti e nemmeno dove vado quando ho bisogno di stare da sola. Non saprai mai se le mie gambe sono più lisce grazie alla ceretta o se qualcuno abbia dormito nel mio letto. Non saprai se ho visto un film, nè con chi. Non saprai quante persone ho conosciuto e quante riscoperto e di queste quante sarebbero piaciute anche a te.
Non saprai se amerò ancora, un giorno. E se tu amerai non voglio nemmeno immaginarlo, non voglio immaginare la donna a cui chiederai di sposarla, perché penserai che sia quella giusta, oppure che sia venuto il momento. Ed è penoso conoscere gli occhi di quel bambino che forse avrai, quando la paura di essere padre non ti apparterrà più…

Magari fino a un certo punto ci hai creduto, che ci fosse la possibilità di ritrovarsi ed essere amici, ma l’amicizia non può attecchire dove è tutto bruciato dalla rabbia, dalla frustrazione, dall’amore – sì, dall’amore. Io ci credevo e continuavo a sperarci, perché quello che mi manca di più non è il ruolo, ma la persona. E nonostante tutto quello che posso raccontarmi e raccontare quello resta il buco più ampio e più profondo.

11 Comments

  1. …. Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente,
    ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria…… FdG.

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  2. .. e' giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male io non ti invidio niente, non ho niente di speciale ma se i tuoi occhi fossero ciliegie io non ci troverei niente da dire e non c'e' niente da capire ..

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  3. Bello! Significa che in qualche modo con la mia esperienza sono riuscita a toccare le corde e la sensibilità di qualcun altro, condividendo davvero quello che mi gira per la testa. 🙂

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  4. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo, diciamo a circa 4 anni fa.
    Non è più necessario esorcizzare, è tutto superato, e bene, soprattutto! 😉

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