Una bambina impertinente – Auto-psicanalisi 2#

Proverò a far scorrere la tristezza attraverso la tastiera, proverò a essere sincera. E non riuscirò a non farmi male.
Epifania mentre lo stomaco è ancora caldo e la testa pesante, mentre la delirante serata di ieri si spegne e lascia spazio al dovere. Epifania mentre studio con incredibile concentrazione i conflitti freudiani.
Senso di colpa che muove le azioni (aggiungerei senso di colpa che blocca le azioni). Responsabilità di un mondo inspiegabile. Aggiunta di immagini per ricomporre. Sottrazione di elementi superficiali. Pulizia e distruzione. Storia di madri e figlie.
“Fatti le domande giuste” e non scappare davanti a risposte sbagliate. Assecondo il flusso.
Intanto i tempi. Non posso ignorare la luna che porta la crisi. Non posso ignorare la spinta a liberarmi di ogni responsabilità e la spinta opposta a negare il caos. Il mio corpo chiede libertà. Di notte libero i fili dall’intreccio, metto scompiglio. Di giorno tesso la tela: mi affanno a negare il disordine.
Quando ero bambina dovevo ricomporre. Avevo paura dell’abbandono. Terrore della tirannia, amore per la tiranna. E toccava sempre a me ricomporre i cocci. Tornare indietro, con la mia adulatoria saggezza infantile. Per reagire a certi eccessi apparivo più matura, più triste del normale. Insistere nel perdono come gesto d’amore. Logorante destino di Penelope. E se dentro Penelope ci fosse Circe? Senso di colpa per scatti ferini (la copia di una copia).
Penelope chiede scusa. Penelope abbassa la testa. Penelope è razionale e fa la cosa giusta. Circe pretende di essere l’epicentro dell’attenzione. Circe non sopporta negazioni. Circe solleva la testa ride, urla, piange.
Penelope figlia materna. Circe figliastra indecente.
Penelope sposa impaurita. Circe amante vampira.
Penelope studia e capisce. Circe vive e comprende.
Cosa c’entra tutto questo? Cosa c’entrava due giorni fa, cosa c’entra oggi?
La luna risveglia Circe. Desiderio, insoddisfazione, sensazioni, sospetti. Non è questione di lavoro, di studio, d’amore; è questione di libertà di essere. Ovviamente negata. Comanda Penelope: “Questo mondo è fatto così: non fare domande, fai la tua parte e basta. Segui i tuoi obiettivi attraverso mezzi leciti”.
Senso di colpa, per essere causa di rottura. Senso di responsabiltà: cuscino soffocante che protegge dalla caduta.
E a volte Penelope e Circe si contendono il palcoscenico. Una si affanna perché tutto sia apposto, l’altra strappa il velo, reclama il suo spazio. Detesto quando accade. Detesto questa evidente nevrosi. Detesto la debolezza. Detesto la falla che il conflitto genera.
Penelope va avanti e porta i pesi come un mulo. Circe desidera e con i suoi eccessi ricompone l’ordine delle cose importanti. Il suo ritorno significa che, sinceramente, “la cosa più importante della mia vita sono io”.

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