#VitadaSingle: perché essere ambigui è molto meglio che essere sinceri sulle proprie intenzioni?

Be Kind With Me

Nessun uomo sembra amare particolarmente il fairplay, quando si tratta di avere un qualche tipo di relazione con una donna. Ok, definizione di fairplay. Si può definire in questo modo l’impegno reciproco a (o, quanto meno, il tentativo di ) rispettare le stesse regole nello stesso campo da gioco. Appunto, proprio questa cosa del campo da gioco, scordatevela. Qualsiasi relazione, specialmente all’inizio, si gioca in uno spazio sospeso nell’ambiguità: pensate di parare con il bager una pallonata quando all’improvviso arriva qualcun altro che vi ruba la palla e fa canestro, vi mettete il costume olimpionico e vi trovate in un campo sportivo dove si disputano i 100 metri, o il salto in lungo o qualche altra cosa per la quale non eravate preparate. Riducendo il discorso all’osso i campi da gioco possibili sono soprattutto due: il sesso senza amore che faceva cantare Natasha e la relazione stabile che faceva l’allegria di Arisa qualche anno fa. Tutti, prima o dopo, cerchiamo l’amore, ma ancora più spesso l’obiettivo è: sesso facile. È così e non c’è niente di male. Allora perché non ammetterlo tranquillamente? Voglio dire, ci sono molti casi in cui un cartello preventivo oltre a evitare malintesi sarebbe il lasciapassare per il comune divertimento. Visto sono una persona piuttosto semplice – e che ho la sincerità come vizio – mi sono dovuta sforzare per immaginare che senso abbia creare delle aspettative emotive, quando si desidera qualcosa di esclusivamente fisico. Mi sono venuti in mente tre motivi possibili, mi aiuterete a capire quale pesi di più, se siano combinabili, interscambiabili o se ce ne siano altri. La prima ragione è proprio terra terra (e proprio questa scarna basilarità la rende adatta a molte situazioni): una ragazza potrebbe, orrore!, preservare la propria virtù di fronte a uno sfrontato libertino. A volte è buffo notare quante energie siano spese solo a questo scopo. La seconda ragione (che ovviamente non esclude la prima, ma in qualche modo la completa) riguarda un meccanismo romantico per cui ci vuole un certo grado di tensione emotiva per ottenere una energia sessuale che porti la camera da letto un gradino sopra la palestra degli attrezzi. In altre parole, una ragazza innamorata si innesca come una vera e propria bomba sessuale. Se è così conviene abdicare alla sincerità e sobillare le peggiori fantasie disneyane di una donna per fare di una principessa una panterona. C’è da aggiungere che il romanticismo volto al fine a far capitolare una vittima difficile è anche un eccellente stimolante per l’istinto predatorio maschile. La terza possibilità è che l’ambiguità corrisponda a una effettiva volontà di sperimentare la relazione, mettendosi in gioco ma non troppo: è il classico “non si sa mai” che accompagna i primi momenti insieme. Non potendo davvero sperare nel fairplay, a noi dall’altra parte non resta che attivare il nostro strunz-detector e tenere la testa sulle spalle, attivando una serie di strategie femminili per cui, a prescindere dal campo da gioco è sempre un’eccitante guerra dei sessi.

6 Comments

  1. preferisco la terza con riserva: ci si testa reciprocamente, non si sa cosa succederà, si sperimenta una relazione ipotetica o forse no MA ci si avverte prima.
    se e quando funziona.

    Rispondi

  2. io sono per il rapporto onesto: la guerra, per piacermi, ha bisogno di regole.; sì al ragionamento laterale e al camminare sul filo del regolamento, no alla balla funzionale.
    almeno nell'ambito di un rapporto.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *