#VitadaSingle Come si comincia a diventare una “single troppo consapevole”?

Explain to me again why I need a man“Sta cominciando a diventare la classica single troppo consapevole.” A sentire questa espressione mi si sono sollevate le antenne. “Colpita e affondata!”, ho detto io – anche se non si parlava di me. “Tu non puoi esserlo, banalmente per ragioni anagrafiche.” Ah no? Con me quattro ragazze di poco più grandi, comunque intorno ai trenta. Dal loro punto di vista evidentemente sono ancora troppo giovane per rientrare nel genere “single troppo consapevole“.
“Ok, allora cosa ci vuole per esserlo?” Chiedo, credendo di essere comunque sulla buona strada. Anni di psicanalisi, barriere insormontabili e aspettative troppo alte. E, nonostante – o forse proprio a causa di – tutto questo, una atavica fame di una relazione stabile con un uomo da “incastrare”.
Incastrare“, in questo gergo, significa fare dei figli. Infatti, l’ultima caratteristica ha a che fare con l’orologio biologico, che nella tipica single troppo consapevole ha già fatto sentire i suoi rintocchi. Protagoniste di leggende e racconti dell’orrore da parte dei rappresentanti del genere maschile, che davanti a questi esemplari di donna si sentono come moderni Cappuccetto Rosso in pantaloncini braccati da un lupo feroce – ma forse sarebbe meglio dire da una pantera – le “single troppo consapevoli” sono ex fidanzate deluse che hanno deciso di usare le proprie delusioni come metro della propria ricerca di felicità.
Per quanto sembri un paradosso, cercare la felicità partendo dal ricordo dell’infelicità è un modo abbastanza naturale per difendersi attraverso la forza dei contrasti. Spauracchio persino per le amiche, che si augurano di non entrare in una tale spirale di disperazione, le single troppo consapevoli cercano solo una persona per la quale valga la pena (e la parola “pena” va letta in tutta la sua pienezza di sfumature) di rinunciare alla propria solitudine.
Più o meno è passato un anno da quando sono ritornata single. Non ho tenuto il conto, questa volta. Qualche mese dopo incontrai il mio ex in un bar. Gli dissi: “Non credo che mi fidanzerò presto. La storia con te ha fatto salire di molto le mie aspettative verso un uomo.” E, a un suo sorriso compiaciuto, ho risposto aggiungendo: “Intendo dire che grazie a te ho capito tutto quello che in una relazione non voglio più accettare perché mi ha ferita.” (E lui, vi assicuro, era un esauriente campionario.) In effetti ho mantenuto la parola. In effetti, quella persona che diceva di amare la libertà più di quanto non amasse me non è stata fedele nemmeno a questa sua amante ideale: adesso il mio ex sta con un’altra donna che è più sfortunata di me, perché è arrivata dopo.

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