Il fattore G: Google e i social network

Quando ho sentito parlare di Google+ la mia prima reazione è stata: un altro social network? Non potevamo proprio farne a meno! I social media ormai sono troppi, persino per una come me. Ho Twitter per sparare micro-cazzate sul web, LinkedIn per cercare di fare bella figura con i contatti professionali (con i quali, puntualmente, mi sputtano su Facebook e/o su questo blog), FriendFeed per raccogliere tutte le cavolate che pubblico ogni giorno in rete, Anobii per far vedere che so leggere anche senza avere davanti lo schermo di un pc (o di un Mac, preciso per non scandalizzare i fan di Steve Jobs), Flickr per pubblicare i miei scatti in giro per il mondo, StumbleUpon per escursioni guidate sul web, FourSquare per far sapere al popolo social che ho ancora (per poco?) una vita sociale out-door – ma always on, Miso per le micro-recensioni estemporanee di cinema e tv e Facebook per tutto questo e altro.

Visto in questa prospettiva Google+ sembra solo un altro posto sul web cui regalare molti dei miei dati personali più riservati per farli diventare carne da marketing. Fico! Avrete capito che la mia prima reazione è stata della serie: non mi avrete mai! Poi la curiosità (professionale, ma non solo), ha avuto la meglio.  Anche perché il social network di casa Google è stato aperto su invito solo a una stretta cerchia di utenti, per poi chiudersi anche agli ultimi invitati, con un laconico “siamo al completo”, come gli alberghi di Betlemme la prima notte di Natale. Così ho provato a fare un rapido tour (poco) interattivo.

Google+

Qual è il plus di Google+? Inserisci i tuoi dati, condividi quello che ti succede, carichi foto e video… Vi ricorda qualcosa? Ma dai! La killer application di Google+ è costituita dai cosiddetti

Circles: non vuoi che il tuo capo sappia che quando hai detto di avere l’influenza in realtà eri ad Amsterdam a stare male per qualche altro motivo? Non vuoi che tua mamma veda le foto di quando in sua assenza hai trasformato la casa al mare nella Playboy Mansion italiana? Non vuoi che la tua fidanzata scopra che hai partecipato alla festa di compleanno della tua ex? Ecco la soluzione! D’ora in poi le persone apparterranno ad ambiti diversi e selezionati come nella vita reale e potranno continuare ad avere mille facce. In realtà su Facebook si possono già creare gruppi di amici con cui scegliere se condividere o meno determinati contenuti. Ma nessuno lo fa: pigrizia o noncurante esibizionismo? Per il primo problema Google promette: classificare gli amici per gruppi e smistare i contenuti di conseguenza sarà facile come bere un bicchiere d’acqua. Quindi, tranquilli: siete protetti dal vostro capo, dalla vostra mamma e persino dalla vostra fidanzata, ma non dalle proposte commerciali perfettamente targettizzate. Ci deve pur essere qualcosa da pagare, è la rete bellezza… e tu non puoi farci niente! Per il resto, sembra carina anche la videochat, che ricorda molto Skype, si chiama Hangouts e colpisce un altro dei difetti cruciali di Facebook. E poi arriva Sparks, che con la scusa di tenervi aggiornati sui vostri interessi raccoglierà dati sugli stessi, l’upload istantaneo di fotografie  e video (Instant Upload) e una messaggistica che somiglia abbastanza alla posta di Facebook (Huddle).

A dirla tutta Google, aveva già provato a espugnare la fabbrica di soldi dei social media con Buzz, raccogliendo più che altro una serie di problemi di ordine giudiziario per le violazioni in materia di privacy. Questo secondo tentativo si fa forte della passata esperienza (fallita, come previsto da questo blogger), ma soprattutto dello studio del grande gigante del settore social network. Facebook deve iniziare a tremare? Alcuni motivi per cui Google+ potrebbe farcela e mettere nella merda Mark Zuckerberg

  1. Effetto nicchia / Prestigio: l’esclusività (iniziale) del social network potrebbe incuriosire quella nicchia di geek che sono lo zoccolo duro di qualsiasi social network. Dopo, perché l’innovazione si diffonda al resto del popolo della rete, ci vorrà davvero qualcosa di +;
  2. Effetto stanchezza: è da un po’ di tempo che si registra una certa stanchezza verso Facebook, con veri e propri movimenti di liberazione. Questo, insieme con l’accento sulla gestione della privacy di Google+ (che sia veramente così user friendly lo scopriremo solo vivendo) potrebbe convincere molti scettici del social networking a passare da Facebook al suo nuovo e feroce concorrente;
  3. Forza di brand: Google resta sempre il luogo di partenza per eccellenza, tutti gli utenti, iscritti o meno a Facebook, hanno familiarità col motore di ricerca. E questo dà al gigante un ottimo punto di partenza.

Alcuni motivi per cui Google+ potrebbe essere un disastroso buco nell’acqua

  1. Abitudine. Facebook è diventato ormai una abitudine radicata nella vita di molte persone, con volumi di partecipazione mai raggiunti prima sul web. Come le sigarette, i cibi troppo salati e il sesso non protetto, ci vuole un motivo più che valido perché abbandoniamo un’abitudine, persino nel caso in cui la percepiamo come dannosa (per la privacy nella fattispecie).  Questa è la differenza tra una moda, come MySpace, e un’abitudine quale ormai è Facebook.
  2. Capitale social. Volenti o nolenti, abbiamo raccolto miriadi di importanti informazioni su noi stessi su Facebook. A molti di noi questa memoria storica social non dispiace affatto, come non ci dispiace l’ampia rete di contatti che abbiamo costruito e il personaggio al quale stiamo dando vita. Come convincere gli oltre 600 milioni di amici di Zuckerberg a cambiare social network, proprio ora che tutti i loro amici e tutta la loro vita recente sono integrati in un unico luogo del web?
  3. Integrazione / Continua evoluzione. Quando è nato, Facebook era un social network dedicato esclusivamente a un campus universitario. Ora non ha più niente di esclusivo, c’è dentro mezzo mondo. Aveva poche funzioni, mentre oggi è ricco di applicazioni, molte delle quali sviluppate da società esterne, che, manco a dirlo, stanno facendo bei soldi anche grazie al grande social network. Google punta sulla privacy? Non è un caso che pochi giorni fa un’inserzione mi invitasse a scoprire come ottimizzare la mia privacy su Facebook. Come una enorme città o una sorta di organismo vivente, Facebook si evolve e non c’è motivo per cui non debba continuare a farlo.

9 Comments

  1. Condivido i vostri pensieri.
    Questo nuovo tentativo di sfondare nel mondo social lo considero un po' deboluccio, privo com'è di qualcosa che lo distingua realmente dagli altri milioni di servizi già presenti in rete.

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  2. Letto e commentato… sono d'accordo con te, tanto più che Google è già leader di un mercato e si sta imponendo nel Mobile, questa rincorsa al social sembra anche a me tardiva e poco calibrata.

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