Alta Fedeltà: un piccolo cult

Nick Hornby Alta fedeltà di Nick Hornby, Guanda

Ho appena finito di leggere Alta fedeltà, di Nick Hornby. Un libro che parla di un uomo che ha superato la trentina, ma non la paura di legarsi a una donna. Un libro scritto da un uomo, che denuda il punto di vista maschile, lasciando il fianco scoperto al lato femminile del protagonista: sentimentalismo, musica e lacrime sono esposti senza pudore. La superficialità esibita nasconde una capacità di entrare nell’essenza delle cose, di raccontare una situazione. Rob e Laura erano una coppia, finchè lei non lo lascia. Rob riflette sugli errori fatti, finché non scopre che lei ha un altro. Allora non fa altro che chiedersi se quest’altro scopi meglio di lui. E per ripicca, per reazione o, forse, solo perché lo spirito vitale è ancora danzante in lui, va a letto con un’altra donna. Niente di che. Poi Laura torna indietro. Rob e Laura tornano a stare insieme. Penultimo capitolo: lui si prende una cotta per una giornalista musicale incontrata per caso. Ultimo capitolo: Rob chiede a Laura di sposarlo e Laura non gli risponde di sì, ma lo ringrazia. Bello questo libro. Bello nel descrivere i sentimenti, gli alti e bassi, gli sbagli, le paure. E il lieto fine non è lieto, è solo fine. Anzi, non è nemmeno fine, è come dire: “riusciranno i nostri eroi?…”

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