Benedetti Autori

Oggi ho letto un testo inedito che devo recensire… che bello cimentarsi nella critica letteraria di testi sconosciuti. Si è molto più liberi, incondizionati, leali. La letteratura, forse, non dovrebbe avere firme.
E se rinunciassimo all’autorialità? Se l’unica firma fosse lo stile e il lettore potesse regnare sovrano?
I critici impazzirebbero senza sapere a chi appartiene l’opera di cui parlano: forse sarebbero più sinceri, e farebbero solenni buchi nell’acqua. Sono certa che perderebbero la bussola. E i lettori non comprerebbero a occhi chiusi i libri di un Autore famoso e alla moda, comprerebbero le storie. I classici fianco sullo stesso ripiano degli esordienti… che cosa blasfema!
In questo modo ogni scrittore sarebbe sempre un esordiente e non ce ne sarebbero alcuni che meritano una recensione più di altri. Nessun libro sarebbe bello di diritto, per il nome che porta in copertina, o sarebbe esposto sui primi banchi e i primi scaffali delle librerie. Le emozioni che sono dentro i libri farebbero la differenza, il contenuto decreterebbe il successo.
E poi la gente non regalerebbe più i libri a caso fidandosi di un nome. Li leggerebbe, li sfoglierebbe almeno, per capire che c’è dentro. E scelto un libro si sentirebbe più protagonista della trama, delle pagine che ha deciso di fare sue: sarebbe una specie di affinità elettiva. Si sentirebbe arbitro unico e giudice con pieni poteri: stroncherebbe anche un classico sui si deve deferenza lasciandolo a metà sul comodino.

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