Falli soffrire: femminismo pop

Falli soffrireFalli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze di Sherry Argov, Piemme Bestseller
Apparentemente questo è un manuale su come acciuffare un uomo e non farlo andare via (non tanto in fretta, almeno); in realtà questo libro ironico, cinico e maliziosamente sogghignante è un piccolo inno all’indipendenza, all’amor proprio e alla naturale sensualità femminile.

Tra una pagina e l’altra ricaverete delle innegabili perle di saggezza che potrete (non lo nego) usare allo scopo di ammansire un esemplare di maschio, mentre alcuni stereotipi comportamentali di genere saranno graziosamente smontati. La cosa più importante, però, è capire che essere delle stronze è una vera filosofia di vita, che comincia dalla A di autostima. Intelligente e da leggere con intelligenza – e con questo intendo che sarebbe controproducente pretendere di applicarlo alla lettera. Leggetelo come se chiacchieraste con una amica: leggerezza e complicità femminile sono quel che ci vuole per sentirsi già sulla strada per diventare il “modello nuovo e perfezionato di stronza“.

4 Commenti

  1. Forse in un mondo in cui saremmo tutti un pò meno stronzi,donne o uomini,si starebbe meglio…

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    1. Probabile. Da dire che quella della stronzaggine è una provocazione, un’esagerazione. I veri concetti chiave del libro per me sono tre:
      1. agisci in modo da farti rispettare (con fiducia in te stessa e autostima)
      2. mantieni i tuoi spazi in qualunque fase del rapporto e non perdere la tua identità
      3. fatti corteggiare e corteggia a tua volta.

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  2. Insomma, parafrasando anche la Platz anche ogni uomo ama in fondo una fascista ?
    O meglio, ciò che si intende per fascista o nazista nel modo comune, ovvero stronza-egocentrica e narcisa ferita che se la prende con il più debole per colmare la ferita …

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    1. È un’interpretazione che fa sorridere: “ogni uomo ama in fondo una fascista”? Può darsi. “Egocentrica e narcisa ferita che se la prende con il più debole per colmare la ferita” però mi sembra un po’ troppo, dai. Non si tratta di prendersela con il più debole, semmai di non ridursi sempre a una condizione di debolezza.

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