Il viaggio dell’eroe precario di Luca Panzarella. Il coraggio di sognare, partire, cambiare. Non necessariamente in quest’ordine.

Luca PanzarellaProprio qualche giorno fa leggevo sul blog di Angelo Laudati di un signore di sessant’anni che vendendo il suo e-book tramite Amazon è arrivato a un milione di libri venduti. A 0,99$. E ho pensato: ecco un’altro che ha giocato le sue carte e ce l’ha fatta.
Tra byte e pixel c’è spazio per tutti. Basta volerci credere. Guardate il mondo: non c’è mai stato così tanto fermento. Di idee, scambi, relazioni. Di innovazioni che cambiano da un giorno all’altro le abitudini delle persone, la loro vita. Chiunque può mettersi alla prova, chiunque dovrebbe farlo: sentirsi libero, ma anche in dovere, di liberare i propri sogni.
Mercoledì scorso, all’aperitivo Indigeni Digitali a Roma ho conosciuto Luca Panzarella. Lì per lì l’avevo preso per un esuberante sognatore, perché una delle prime frasi che mi ha rivolto è stata: “Cosa aspetti a licenziarti e cominciare a fare quello che vuoi davvero?“. Io amo il mio lavoro, mi appassiona. Lusso, che, lo so, non tutti si permettono. Quindi credo di averlo guardato un po’ storto. Poi, però, da brava curiosa quale instancabilmente sono, sono andata a spiare il suo blog. E ho scoperto che, sì, è un esuberante sognatore, ma di quelli con i piedi per terra. Anche se la terra non è sempre quella della stessa città, né dello stesso Paese.
Creativo a 360 gradi, web designer, imprenditore, scrittore, Luca circa un anno fa ha deciso di mettere la sua vita dentro i venti chili di bagaglio consentiti dalle compagnie aeree e di lavorare in giro per il mondo. Quante volte vi è capitato di dire lascio tutto e cerco di capire chi sono veramente? Ad alcuni potrebbe sembrare quasi una ribellione adolescenziale. Ma non lo è. E, se lo è, dio (se esiste) benedica l’adolescente che vive in ciascuno di noi.
Comunque lui è uno che l’ha fatto veramente. E nel suo blog lo racconta, con una passione che fa venire voglia di fare un biglietto di sola andata per qualche posto. Perché non è il dove, sono il perché e il come. Lo spirito. Magari non avete voglia di spulciare il blog, perdendovi tra link, commenti e tempo che scorre all’indietro. Vi capisco, nessun problema. Potete scaricare il suo e-book: dentro c’è impacchettato un anno di vita, di viaggi e di lavoro tra Londra, San Francisco e Melbourne. E vi dirò di più: non si paga un centesimo.
Vi basta cliccare su questo post e decidere se volete acquistare il libro con un tweet (se siete twitteri) o con un like alla sua pagina su Facebook. Semplice no? Certo, visto che l’ho scaricato potrei passarvelo io, ma voglio che facciate almeno un piccolo sforzo per ottenerlo. In fondo tweet o like sono ricompense piuttosto piccole per un regalo così grande. Mi permetto di darvi un consiglio: fatelo davvero. Dedicate due ore a questa lettura, solo per sentire la passione di un altro che si è messo in gioco e ce l’ha fatta. O che forse è solo a metà del percorso, ma nel suo percorso riluce la bellezza.  A
vete presente la canzone di Rino Gaetano che fa: “Partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri“. Ecco, risvegliate l’incendiario che è in voi con Il viaggio dell’eroe precario. I vostri sogni vi ringrazieranno.

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