Me and Carrie – Pensieri poco profondi sulla scia di Sex and the City

Sex and the CityEssere single

“When you’re alone, it’s easier. You can do what you want. You don’t have to go home.”

Riflettevo su questo proprio di recente. Nulla di più vero. Tutto quello che devi fare è essere te stessa e andare a caccia di stimoli. E questo è galvanizzante. L’assenza di legami ci porta a esplorare tutte le porte lasciate socchiuse, a prenderci cura di noi stesse, a riscoprire chi siamo veramente. Essere single è una forma di potere. Ma allora com’è che non appena abbiamo ricominciato a splendere incontriamo qualcuno e iniziamo a desiderare una nuova relazione?

“She is in her late thirties or early forties, and, if empirical knowledge id good for anything, she probably never will get married.”

Per tutto il libro si ha come l’impressione che il fantasma peggiore per le ragazze single sia restare single. E l’opposizione shakespeariana per le ragazze di New York è tra donne sposate e donne che non lo sono. E allora viene da chiedersi: nonostante l’indipendenza, la carriera, l’amicizia e la libertà sessuale sposarsi è ancora la vera meta ultima per una donna? Perché? Uomini sbagliati

“When you look over the list of the guys you’ve dated, Peri is the only guy that doesn’t make any sense. You think: “What was that about?”

Ok. Questo ce l’abbiamo tutte. Quel ragazzo con cui siamo uscite qualche volta e che non aveva niente a che fare con la nostra vita, con il nostro percorso, con i nostri desideri o con il nostro ideale di uomo. A essere sincera, io ne ho una lista a parte.

“It’s like a loop. He’s looping himself.”

Oddio, le persone così! Quante ce ne sono?! Le conosci e ti sembrano interessanti. Poi inizi a frequentarle e scopri che le poche cartucce buone le hanno sparate tutte insieme e dopo è tutta ripetizione. N O I A!

“I’ve gone out with some of those guys – the ones are short, fat, and ugly – and it doesn’t make any difference. They are as unappreciative and self-centered as the good-looking ones.”

Questo è il motivo per cui non bisogna mai abbassare le aspettative: non ci si guadagna nulla. Amore e passi falsi

“It doesn’t matter how pretty you are. If you can create who the guy wants you to be, you can get him.”

Ok. Mettiamo che sia vero. Facciamo finta che basti recitare la parte della donna che lui desidera voi siate. Cosa succede dopo che lo avete in pugno? Se lo volete tenere non potrete mai rilassarvi ed essere voi stesse. Non appena il velo verrà sollevato e il trucco sarà scoperto, potete stare certe che l’uomo che si era innamorato di una sua proiezione mentale si sentirà tradito. E sarà finita.

“She decides she has to torture Mr. Big again. “Do you think we’re close?”

Ecco questa è una delle detestabili cose che noi donne facciamo continuamente. Più vado avanti e più mi rendo conto che l’amore finisce col diventare un surrogato dell’autostima. Il problema è che l’autostima è sexy, l’insicurezza non lo è affatto.

“You know how women always want to talk about everything? Well, imagine that times two. It’s constant talking. About everything until four in the morning. After a while, she has to leave and go back to a man because she can’t tale the talking.”

Ahahahhahhaha! Lo sostengo da anni. E poi mi chiedo quanto sia disastroso essere due uomini.

“How could you hurt me like that? I can never forget that – you know?” “I know baby. I’m sorry.”

Ecco, basta un “Lo so baby. Mi dispiace” e tutto sembra risolto. La verità è che non è affatto così, però ci si casca facilmente. L’importanza dei fattori esterni

“When you’re afraid of the financial future, you don’t want to make a committment.”

C’è una relazione insana tra la precarietà economica e l’instabilità delle relazioni sentimentali. La nostra generazione ne è un esempio lampante. E questo è profondamente ingiusto.

“I totally believe that love conquers all. Sometimes you must have to give it some space. And that’s exactly what’s missing in Manhattan.”

Morale della favola: la metropoli è il posto peggiore dove innamorarsi. Tristemente vero. Io sono Carrie! Se vuoi sapere perché tutte le ragazze si credono Carrie Bradshaw, leggi il mio commento al film Sex and the City in “Living in a movie”.

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