Sexual Personae: Apollo e Dioniso

Sexual personaeSexual Personae di Camille Paglia, Einaudi
Alla base dell’antropologia c’è un’antinomia insolubile tra natura e cultura. La critica Camille Paglia penetra nel profondo di questo contrasto scavando i propri sentieri nel percorso della cultura occidentale. Sono ripresi i concetti di apollineo e dionisiaco, e sono caricati di ulteriori significati psicologici e antropologici.
Apollo è dio dell’ordine sociale, è razionalità, è legge: traccia i confini della civiltà. In termini psicologici è apollinea l’oggettivazione, lo sguardo che “pietrifica l’oggetto” (Paglia, C., op. cit., pag. 125). Dioniso è fluidità, liberazione, disordine: la natura, creatrice e distruttrice, Grande Madre. In termini psicologici è l’immedesimazione: empatia, estasi, promiscuità. Apollo e Dioniso sono rappresentati nell’arte attraverso personae sessuali: l’ermafrodita e la femme fatale, il bel ragazzo e la donna vampiro.
La cultura occidentale, con la sua ricerca continua della forma, del canone, è la vittoria dell’apollineo sul dionisiaco, l’equilibrio, il controllo. Eppure, la Paglia mette in luce i continui ritorni del dionisiaco tra le pagine della letteratura, nelle arti figurative, poi nel cinema. Shakespeare mette in scena Dioniso attraverso metafore oniriche. Rousseau ricerca un ritorno alla Grande Madre Terra, alla natura. De Sade porta alle estreme conseguenze il sogno rousseauiano e lo trasforma in un incubo, liberando l’aggressività e la ferocia insite nella natura umana. Il decadentismo è l’occhio di Apollo che trasforma il corpo in oggetto d’arte.

Così, partendo dall’antico Egitto fino al Novecento, si leggono nella cultura i segni di un conflitto che riguarda l’intima essenza umana.

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