Soffocare

SoffocareSoffocare di Chuck PalahniukPiccola Biblioteca degli Oscar Mondadori
Palahniuk (Fight Club, Invisible Monsters, Gang Bang), lo sappiamo, ha fatto della sua scrittura un’acido corrosivo. Fino a che punto questo sia il suo punto di vista sul mondo e fino a che punto, invece, sia una posa, non lo sapremo mai. Comunque la pensiamo i suoi romanzi hanno spesso l’effetto di uno schiaffo: in certi casi il nostro scrittore americano ci disgusta a tal punto che vorremmo distogliere lo sguardo dalle immagini di fantasia che le sue parole formano nella nostra mente, in altri casi proviamo un’eccitazione morbosa e colpevole e ne siamo disturbati come saremmo disturbati dalla scoperta di essere dei maniaci, sempre, infine, le sue storie e i suoi personaggi generano uno strano tipo di compassione che parte dalla pagina e poi coinvolge tutto il resto del mondo.
Soffocare è la storia di come sia difficile accettare se stessi e di quanto sia più facile distrarsi e nascondersi nei vizi compulsivi e nelle fantasie un po’ folli. Difficile trovare il proprio posto, quando si vede lucidamente che tutto il mondo non è che una gabbia ordinata e perfetta in cui la diversità e l’imprevisto sono camuffati per annullare il loro potenziale eversivo. Soffocare è un intrico di messaggi tra le righe e attraverso di esse che usa le curiose vicende di un sessuomane come pretesto per spogliare l’intera umanità.
Ho scoperto che esiste anche un film, solo che, ehi!, mica sono tutti David Fincher! Qui trovate un confronto tra Soffocare e Soffocare.
Due righe dalla penultima pagina, se credete che vi rovini la sorpresa non leggetele:

Paige e io ci guardiamo, guardiamo ciò che l’altro è davvero. Per la prima volta. Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito.

10 Comments

  1. Anch'io seguo il metodo di Bruno.
    In questo momento nella borsa c'è l'ultimo di Palahniuk, mentre vicino al letto McEwam, National Geo e il catalogo Ikea: scarsa fedeltà, insomma 🙂

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  2. Penso che in futuro leggerò anche quelli, aspettando le giuste offerte alla Feltrinelli ! Adesso sto alternando questo a "La vita davanti a sè" di Romain Gary, che mi pare un grandissimo testo…

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  3. Ho apprezzato tantissimo "Fight Club" mentre questo "Soffocare" non mi convince al 100%. Lo stile che tanto mi aveva entusiasmato nel primo, mi sembra ripetitivo ed esagerato nel secondo… comunque devo ancora finirlo, spero in un miglioramento delle mie percezioni !

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  4. Eheheh! Bè ragazzi, che dire, come lettrice evidentemente non sono molto multitasking! Il massimo della varietà è leggere in bagno riviste e fumetti (e sulle letture da trono credo che potrei scrivere un post ad hoc). 😉

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  5. Questo rientra un po' nell'osservazione che accenno all'inizio del post: Palahniuk è indubbiamente bravissimo, ma qualche volta sembra pavoneggiarsi un po' troppo nel suo stile. Un autocompiacimento nella provocazione che in parte è probabilmente un manierismo. Nonostante ciò le cose che scrive non possono lasciare indifferenti. Fammi sapere quando lo finisci!

    PS: io sto procedendo più o meno a ritroso, quindi non ho ancora letto Fight Club, ma ho letto Invisible Monsters e Gang Bang.

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  6. Mmm… io sono sempre scettica all'idea dell'alternare i libri. Lo facevo giusto all'università quando studiavo un libro e ne leggevo un altro per piacere, ma ora preferisco i pasti col piatto unico! 😉

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