Oh Gesù, ancora un’altra newsletter? Chi vuole leggere Twitter via mail?

E io che pensavo che le newsletter fossero uno strumento già sul viale del tramonto… poi arriva Twitter che più o meno due settimane fa lancia una specie di weekly digest. Si tratta di una newsletter completamente personalizzata attraverso un algoritmo che seleziona in base agli interessi e le affinità di ciascun utente una serie di tweet e conversazioni. Cosa mi sono persa, cosa non ho capito?
Twitter newsletter
La ratio di questa mossa è sicuramente la constatazione del fatto che il rumore social stia arrivando al di sopra di una certa soglia di tollerabilità: ciascun utente deve per forza trovare delle strade per razionalizzare il flusso… senza per questo tagliarsene fuori. (Su questo tema mi faccio un po’ di autopromozione e vi consiglio il mio articolo della settimana scorsa. 😉 ) Seguendo la cara vecchia logica push Twitter propone una soluzione semplice: temi di esserti perso qualcosa di imperdibile? Bene, io ti faccio il riassunto delle puntate precedenti. Ottimo proposito, ma personalmente ho appena fatto opt-out dalla maggior parte delle newsletter che ricevo. L’ho fatto proprio allo scopo di ridurre il rumore, non voglio che la casella mail si riempia di cose che non avrò tempo di leggere. Ora, con una sincerità ai limiti dell’ingenuità, sarei curiosa di sapere chi legge ancora le newsletter che riceve (e quali). La mia impressione è che nell’economia dell’informazione il posto riservato alle newsletter che aggregano contenuti sia piuttosto basso. Ovviamente potrei sbagliarmi. Se avete voglia, ditemi quali newsletter leggete e perché. Poi c’è un piccolo cavillo che mi lascia perplessa: per ricevere l’email settimanale di Twitter non si deve fare l’opt-in, dunque qualunque utente Twitter la riceve ogni lunedì. Si può per fortuna fare opt-out, andando alla pagina delle impostazioni delle notifiche. Vista l’inclusione coatta di ogni utente in questo programma, non vi pare che possiamo definire questa newsletter come banale spam? E infine, maliziosamente mi domando: siamo proprio sicuri che questa logica push non abbia niente a che fare con la monetizzazione di Twitter attraverso contenuti sponsorizzati?

4 Comments

  1. per un attimo sono stato tentato di commentare l'articolo su twitter in modo che la risposta arrivasse via mail, lo ammetto.
    i social network, quasi tutti, partono da una logica basilare che viene per lo più ignorata: il social network è gratuito per gli utenti in quanto gli utenti costituiscono la merce del social network per lo stesso motivo per cui le galline che vogliono partecipare a un allevamento intensivo non devono mica pagare per ogni uovo prodotto.
    purtroppo lo capiscono in pochi: io leggo le due sole newsletter cui partecipo, il resto è indirizzato automaticamente nella casella di spam o in una delle caselle email dedicate allo spam.
    e chest'è.

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  2. Ma integrare in Twitter le migliaia di applicazioni di analisi dei temi di tendenza inventati da startupper e terzisti è chiedere troppo? Dimenticavo: il 1995 non è mai finito.

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  3. Io credo che il loro obiettivo fosse soprattutto quello di uscire dal webe e di entrare nelle caselle mail degli utenti. Come detto altrove, credo che in realtà sia poco utile per chi usa poco Twitter e per niente utile per chi lo frequenta continuamente. 🙂

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  4. Diciamo che sono d'accordo con quello che dici, ma non con il giudizio di merito. Più che "galline in un allevamento" si tratta di un'altra forma di pagamento di un servizio: non paghi il biglietto per entrare alla festa, ma devi sorbirti la presentazione delle pentole.
    In ogni caso, la newsletter ha un altro risvolto e cioè quello di proporre e organizzare come media gli UGC del social network.

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