LOVEThESIGN, il mio nuovo coinquilino e una casa piena di cose

Black Notes by Vinyluse

Black Notes by Vinyluse

Un anno fa avevo il perfetto appartamento della ragazza single. A prova di festa con gli amici, a prova di tête-à-tête con l’amica del cuore, a prova di pizza solitaria mangiata sul tappeto davanti alla tv e, sì, anche a prova di rimorchio estemporaneo. Era il mio spazio ed era esattamente uguale a me

E adesso ho un nuovo coinquilino. Quando l’ultimo scatolone ha fatto il suo ingresso dalla porta ho capito che la mia felicità sarebbe potuta diventare la rovina del mio appartamento. Troppe cose nuove e poco tempo per metterle a posto.

Il tentativo di buttare ogni cosa dentro gli armadi a muro è risultato in un indistricabile delirio piramidale, dal quale io e Davide abbiamo facilmente dedotto che è il momento di comprare qualche nuovo mobile e complementi d’arredo vari. Giusto per non litigare su dove mettere le scarpe. E i libri. E i vestiti. E i giochi da tavolo. E le bambole. E, insomma, tutta quella roba che abbiamo accumulato negli anni come fanno le chiocciole con la propria casetta ambulante fatta di bava.

Cucchiaini Help! by Propaganda

Cucchiaini Help! by Propaganda

Servono librerie, lampade, mobili e cassettiere, più qualche oggetto di design che faccia assomigliare la nostra casa a Silvia e Davide insieme. Aggiungiamo che ci piace giocare a fare i cuochi provetti (quel cuscinetto in più sulle cosce accumulato dall’inverno ne è testimone) quindi abbiamo bisogno di strumenti per esprimere la nostra fantasia gastronomica. Facile passare da un appartamento completamente arredato a qualche stipendio da spendere per ripensare la casa.

Appendiabiti Pince Alors! by Swabdesign

Appendiabiti Pince Alors! by Swabdesign

Se avessi un coinquilino normale sarei andata all’IKEA, come fanno tutti i fidanzatini e come ho fatto anche io quando ero single – attraversando peraltro con profonda tristezza uno stuolo di coppiette pre-matrimoniali. Invece no, il mio coinquilino è un web-designer e ha più gusto estetico di una fashion blogger. Così siamo finiti su LOVEthESIGN, un e-commerce tutto italiano specializzato in oggetti di design, che vanno dall’artigianato fino ai più noti brand italiani e internazionali: dalle posate Bugatti ai favolosi camini Acquaefuoco, dalle poltrone da sogno (anche nel prezzo) di D3CO alle lampade Foscarini e FrauMaier. Sono più di cento i brand presenti, con prodotti di arredamento, complementi d’arredo, illuminazione, oggetti per la cucina e per l’arredo outdoor.

Ma, tornando alla nostra casetta, e partendo dal balcone, mi sono innamorata del Tavolino Fioriera Martialis, ovviamente nero: incastonati nel piano d’appoggio geometrico ci sono una serie di vasi rossi. Se io o il mio coinquilino fossimo dotati di pollice verde dovremmo assolutamente possederlo! Il problema è che dentro a quei vasi non vedo speranza di vita avendo già ucciso, nell’ordine: basilico, rosmarino, fiori e piante da esterno, cactus e un bonsai di ginseng. In assenza di piante potremmo scegliere altri oggetti per dare vivacità al balcone: direi che due belle poltroncine Jolly Roger di Gufram potrebbero fare al caso nostro.

In sala, aggiungerei la lampada da terra Uto by Foscarini, che vedete in foto, disponibile in tanti colori diversi: mi sembra davvero la soluzione ideale per aggiungere luminosità e calore alla sala da pranzo, mantenendone l’aspetto brioso che caratterizza il resto dell’arredamento della stanza. Che ve ne pare?

Lovethesign lampade

Lampada da terra Uto by Foscarini

Credevamo che design facesse rima con “due conti correnti in rosso”, ma abbiamo scoperto che può anche non essere così. Sulla home-page di LOVEthESIGN, infatti si possono trovare molte offerte: ad esempio dal 15 luglio al 31 agosto si può approfittare del Summer Home Party con un interessante sconto del 20% per chi realizza almeno tre acquisti. Nella sezione LOVEPROMO, poi ci sono offerte scontate straordinarie, con brand che si possono pagare fino al 55% in meno.

Un’altra possibilità interessante per chi deve acquistare casa è il pagamento a rate, che si può chiedere anche per cifre moderate e per l’acquisto di singoli articoli.

In tutto questo, mi è rimasto un piccolo oggetto dei desideri, che però nei nostri sessanta-metri-quadri-più-balconi non saprei dove mettere: l’affascinante Biocamino Nest bianco. Chissà, magari un giorno cambieremo casa, che ne dici coinquilino?

Tre luoghi comuni romantici da abbattere per vivere felici

Alanis Morissette

Alanis Morissette

La sindrome di Alanis Morissette, ovvero la banalità delle persone felici

Se siete stati innamorati qualche volta, è naturale che vi siete sentiti anche un attimino stupidi, come in questa famosa scena di Bambi che ritorna dall’infanzia. Forse perché confondiamo il cinismo con l’arguzia e la rabbia con l’energia. Mentre la serenità, si sa, quella è per gli sciocchi e per i vecchi, per non parlare della felicità che capita solo a chi ha la pancia piena e non è più in grado di cercare nulla.

Prendiamo Alanis Morissette, per esempio: per anni è stata il simbolo di una femmilità ribelle e allegramente distruttiva, spesso arrabbiatissima con l’ultimo amor perduto. Ed era grandiosa, ti dava una carica da poterci correre sotto il sole di mezzogiorno. Poi Alanis ha messo la testa a posto: si è sistemata, ha avuto un bambino. E l’album successivo? Niente di che.

Allora il punto è: bisogna avercela con qualcuno per essere creativi o anche, soltanto, bisogna essere un po’ cattivi per essere interessanti? Forse abbiamo sopravvalutato la forza generativa del conflitto e ci fidiamo così poco dei sorrisi da preferire i musi lunghi e gli sguardi torvi.

Voi fate come volete, ma io mi sento felice adesso – e non lo trovo per nulla banale.

Romeo+juliet

Romeo + Juliet

La sindrome di Romeo e Giulietta, ovvero l’intrinseca tragedia dell’amore vero

Da tempo immemore la cultura occidentale (restringo il campo perché non ho dati sufficienti sulle altre) ha alimentato con il ricatto amori assimetrici e relazioni disastrose – per non parlare dei soldi entrati nelle casse degli psicoterapeuti di tutto il mondo. Perché l’amore, per essere vero, deve essere tragedia, sofferenza e disperazione, nell’ossessiva e cocciuta certezza che prima o poi dal letame nascerà un fiore.

Ah lo struggimento di Romeo e Giulietta! Sarebbero diventati gli innamorati per antonomasia se non avessero versato tante lacrime e un po’ di sangue? Una concezione dell’amore votata al sado-masochismo emotivo, che può farti completamente dimenticare che si può amare anche senza lacrime e pianti.

Disintossicarsi da questo preconcetto non è affatto facile: magari un giorno incontri qualcuno con cui l’amore è una commedia, una cosa semplice – come dice quel cantante che non mi piace ma ha ragione. E l’unico ostacolo vero sapete qual è? La purezza è così luminosa, che quasi non lo riconosci, l’amore.

Ulisse e Penelope

Ulisse e Penelope

La sindrome di Penelope e Ulisse, ovvero la quotidianità è la rovina dell’amore

Se il matrimonio è la tomba dell’amore e la convivenza – non ne parliamo! – ne è come minimo la camera iperbarica, di contro la lontananza è la più grande ispirazione dell’innamorato. L’amore diventa più forte nella privazione – e lo sapeva bene Ulisse che lasciava che Penelope aspettasse, mentre dava un paio di bottarelle alla maga Circe, alle sirene e a qualche troiana di passaggio.

La lontananza non crea davvero un legame più intenso tra due persone, no, è solo che l’amore per la persona diventa amore per l’idea di quella persona. E l’amore per un’idea è mille volte più resistente, ma non ha niente a che fare con la persona che russa accanto a voi ogni notte.

Propongo una ricetta nuova: torniamo da quella persona, guardiamola mentre si fa la barba, mentre si annusa le ascelle, mentre facendo colazione sporca la tovaglietta. Fatto? Avete sorriso? Bene!

Non è che sia poi difficile essere innamorati, non è che serva il pegno di un cuore insanguinato. Serve guardarsi dentro e scoprire di essere felici, tutti i giorni. Magari non tutti i giorni tutto il giorno, ma sì tutti i giorni – per parafrasare Charlotte in Sex and the City.