Dark Shadows: Tim Burton è tornato, Johnny Depp è in gran forma e anche io mi sento piuttosto bene

Dark Shadows: Johnny Depp

Se ti addormenti sul finire del Settecento, svegliarti nei favolosi anni Settanta può essere un’esperienza quantomeno bizzarra: in Dark Shadows l’attore feticcio di Burton, Johnny Depp, è Barnabas Collins, romantico vampiro tornato nel suo castello dopo due secoli di involontario esilio. L’epoca più colorata, folle e trasgressiva che il Novecento abbia attraversato fa da contrappunto all’immaginario criptico del vampiro: il contrasto cromatico, linguistico e culturale tra un rappresentate delle scomparse buone maniere aristocratiche (seppur assetato di sangue) e un mondo ribelle e un po’ scomposto segna ironicamente tutto il film.

Dark shadows: Helena Bonham Carter

Finalmente Tim Burton è tornato! Non potete capire quanto vedere questo film mi abbia riempita di gioia! 🙂 Dopo uno Sweeney Todd sottotono e un Alice in Wonderland che vorrei pietosamente dimenticare, il regista neogotico si è ripreso l’umorismo nero dei suoi primi film e si è divertito a proporre una efficace sintesi del suo stile visuale da Edward Mani di Forbice a Big Fish. Senza prendersi troppo sul serio ha omaggiato i vampiri che hanno fatto la storia (compare in un cameo il principe delle tenebre per eccellenza, Christopher Lee), senza disdegnare citazioni alla commedia pop La morte ti fa bella. E con tutto questo citare, riprendere e cucire insieme Dark Shadows riesce ancora ad essere fresco, divertente, meraviglioso.

Dark Shadows: Johnny Depp e Michelle Pfeiffer

Merito di una sceneggiatura fluida che realizza un’alchimia vincente tra comicità, romanticismo e cupo mistero. E, naturalmente, merito anche di un cast all stars con un Johnny Depp in splendida forma, che dismette i panni del sex symbol per nascondersi dietro a un’orribile frangetta leccata. E poi: Michelle Pfeiffer, Helena Bonham Carter, Eva Green e Bella Heathcote in un film che, escluso il protagonista, è caratterizzato da una prepotente e abbagliante presenza di quote rosa. Non ho certo dimenticato la giovane Chloë Grace Moretz, che anzi merita una menzione speciale: da Kick Ass e Lasciami entrare l’ho vista crescere e, nonostante in questo film abbia poche scene da protagonista, continua a sfoderare un talento straordinario che la vede sbocciare in una adolescente ribelle e un po’ Lolita.

Dark shadow: Kiss

In una colonna sonora sicuramente degna di nota in cui le musiche di Danny Elfman si sposano con i grandi classici del rock anni Settanta, è memorabile il cameo della rockstar Alice Cooper, che Barnabas/Johnny si ostina a chiamare “la signora Cooper”. E se fosse davvero una signora di certo sarebbe la donna più orrenda mai esistita, ma per Tim Burton passare da Alice in Wonderland a Alice Cooper è stato un gran salto di qualità.

Halloween: the Beginning. Lo Zombie che fagocita Carpenter

HalloweenRob Zombie ri-mastica la storia: come nei due Halloween di Carpenter (Halloween: la notte delle streghe, 1978 e Halloween II. Il signore della morte, 1981) Michael Myers è il Male incarnato, capace di atrocità incomprensibili sin dalla più tenera età. Quando riesce a evadere dal carcere, va a spaventare la sua sorellina sopravvissuta… e a spargere un altro po’ di sangue.
Una rilettura della favola orrorifica dell’Uomo Nero (il boogeyman), dal punto di vista dello stesso Michael/Uomo Nero. Il risultato è un film che elimina il terrore e ripiega su una sete di sangue molto splatter. Coltelli lunghi e affilati, donne nude che scappano terrorizzate, primi piani di facce ricoperte di sangue: la fiera dello slasher. Un film che si compiace di allusioni e citazioni, di una tecnica che ci riporta indietro di quasi trent’anni, con inquadrature strette, sporche, sbilenche. Banalizzato l’aspetto psicologico, con lo psichiatra ridotto a manichino e i nessi logico causali piuttosto labili. Forse lo apprezzeranno i culturi della saga e i nostalgici dell’horror anni ’80. Un po’ meno chi spera di provare paura: se volete la paura, chiedete a vostro fratellino di nascondersi dietro la porta e di urlare quando meno ve lo aspettate, l’effetto sarà sicuramente più soddisfacente.
Si salva una colonna sonora notevole: le basi orgininali della serie Halloween, i Kiss, Iggy Pop, Alice Cooper. Insomma una gradevole iniezione di quelli cattivi cattivi, che non hanno mai fatto male a nessuno.
Indicazioni terapeutiche: consigliato a sopravvissuti degli anni Ottanta in cerca di una sostanziosa trasfusione di sangue.