Smokin’ Aces: un tripudio di carne al fuoco

Smokin' AcesBuddy “Aces” Israel (Jeremy Piven) è un mafioso sta per entrare in un programma di protezione testimoni. Mentre il suo avvocato contratta le condizioni con l’FBI, lui si chiude in una suite regale con cocaina e fornitura costante di puttane. Ma ci sono molte persone che desiderano trasformare il festino in una occasione per fargli la festa…
Un divertissement, un gioco corale in cui regista e attori vogliono solanto fare spettacolo – un po’ nello stile di Ocean’s Eleven, ma con ingredienti diversi. Montaggio serrato, in cui nessi semantici secondari uniscono le voci e creano paralleli: in un sincronismo vorticoso le ultime 48 ore di Aces diventano un balletto di violenza, sangue e sesso (più alluso che consumato). Godibilissime le scene di sparatorie e stragi, nazi-sicari assetati di sangue e Lupin-killer con incredibili travestimenti in schiuma di lattice. Battute molto molto cattive, da ridere con un sorriso allo zolfo.
Il cast acchiappa-massa funziona molto bene, persino Ben Affleck stavolta non sembra un grosso salame. Andy Garcia, Ray Liotta e Ryan Reynolds fanno la loro parte, proprio come ci si aspetta. Alicia Keys è sorprendente e molto sexy. Jeremy Piven, abituato a film leggerissimi o a ruoli televisivi, se la cava, credibilissimo soprattutto nella fase calante. Manca un protagonista con cui identificarsi, che regga le trame della storia: è un continuo avvicendarsi di possibili primi-attori, che possono anche morire dopo mezz’ora. Insomma più di un’ora e mezza di decoprressione, sanguigna, eccessiva, violenta.  Senza impegno. L’unica cosa che non mi a convinta è stato il finale con spiegone*, che mette insieme tutti gli elementi e dipinge il quadro con una fantasia improbabile quanto superficiale, come fanno i bambini col pennarello magico**.
*Spiegone: è il personaggio che sul finale arriva e ti dice che non hai capito un cazzo e ti spiega tutti i dettagli del film (per es. finale di Vanilla Sky).
**Pennarello magico: quando eravate piccoli avete mai giocato con quegli album da colorare che si colorano con un solo pennarello trasparente e i colori vengono dalla carta? Grande delusione quando scoprii che il pennarello non era affatto magico e che lo stesso effetto si poteva avere con un cotton fioc bagnato d’acqua, per esempio.
Indicazioni terapeutiche: forte iniezione di adrenalina, tanto più potente in quanto nonsense.

City Island: la famiglia anti-Mulino Bianco

City IslandI Rizzo sono una famiglia anti-Mulino Bianco di casa in un’isola del Bronx che sembra un piccolo villaggio a sé; appena ne facciamo la conoscenza siamo subito spinti da un’istintiva simpatia verso i suoi membri. Dopo pochi minuti sappiamo anche che non accetteremmo mai un invito a cena da loro, comunque non senza dei buoni tappi per le orecchie per non udire le loro deliranti (e gridate) conversazioni. Sotto una (sottile) patina di normalità, ciascuno di essi nasconde piccoli segreti e bizzarre manie che lo caratterizzano. Tutti fingono di fare cose e/o nutrire desideri che ritengono socialmente accettabili, nascondendosi dietro un’impalcatura di menzogne e coperture. Lo scheletro nell’armadio più grande di tutti è incarnato da Tony (Steven Strait, già visto in 10.000 d.C.), il figlio segreto, nato da una precedente relazione, che compare dal nulla nella vita di Vince Rizzo (Andy Garcia) e della sua strampalata famiglia.

Con toni allegri e personaggi fuori dalle righe la commedia di Raymond De Felitta (regista anche di Ricomincio da meTwo Family House), affronta il tema della sincerità contrapposta alle convenzioni sociali. Queste ultime sono introiettate al punto che i Rizzo non riescono a essere se stessi nemmeno in famiglia: l’inevitabile e triste risultato è vivere tra sconosciuti dentro la propria casa, perdendo il contatto e la capacità di comprendersi. […]

Ho scritto questa recensione per Cineclick: continua a leggerla.

Indicazioni terapeutiche: una formula a base di agnizioni, rovesciamenti di paradigma ed equivoci lo rendono un ottimo ricostituente per tutti gli amanti della commedia in cerca di una sana e autentica risata. Un antidoto efficace contro l’idea che la famiglia del Mulino Bianco esista in questo mondo. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato un innalzamento dei livelli di estrogeni in corrispondenza della scena in cui Steven Strait mostrava i pettorali.