Alice nella città: En el nombre de la hija e Noordzee, Texas nano-recensioni dei film premiati dai ragazzi

Se i premi di Alice nella città fossero rappresentativi dei gusti cinefili dei bambini e dei teenager, sarei davvero stupita. Eppure il voto popolare non si discute, nemmeno quando snobba un gioiello come Jesus Henry Christ… o no? Personalmente ho apprezzato molto En el nombre de la hija, ma da un certo punto in poi ho tollerato a malapena Noordzee, Texas. Due appunti su entrambi i film.
En el nombre de la hija
El nombre de la hija
Il sottotitolo di questo film potrebbe essere: la politica post-coloniale dell’America Latina spiegata ai ragazzini. Solo che ho paura che così il film non se lo vedrebbero né gli adulti né i bambini, e sarebbe un vero peccato. En el nombre de la hija, ambientato nell’Ecuador degli anni Settanta racconta la difficile convivenza tra il sistema cattolico-latifondista imperante rappresentato da una allargata famiglia matriarcale (per fare un altro esempio cine-letterario: tipo La casa degli spiriti), e l’emergere degli ideali socialisti portati dalla nipotina Manuela (Eva Mayu Mecham Bonavides) affidata ai nonni per le vacanze.
Raccontato attraverso una regia asciutta, che rende però molto bene le atmosfere viste da poco più di un metro da terra, il film scelto dagli under 13 è lucido e allo stesso tempo fiabesco. Tania Hermida P. (al suo secondo lungometraggio dopo Que tan lejos, 2006) rappresenta senza passare attraverso grandi personaggi il punto di rottura ideale e generazionale che ha attraversato il Sud America nel tempo delle rivoluzioni. Un originale umorismo rinfresca l’atmosfera di En el nombre de la hija mostrando cosa succede quando l’innocenza infantile si appropria dei modelli e dei metodi del socialismo.
Noordzee, Texas
Noordzee, Texas
Sorta di Brokeback Mountain under 18, il film belga di Bavo Dufurne, che ha vinto il concorso Alice nella città over 13, rappresenta l’iniziazione all’amore, alla gelosia e al sesso del giovane Pim (Jelle Florizoone), timido e riservato figlio di una ragazza madre piuttosto “allegra” – l’esuberante Yvette, interpretata dalla morbida Eva van der Gucht).
Caratterizzato da un fine gusto fotografico, Noordzee, Texas indulge qualche volta in un didascalismo lirico volto a sottolineare le percezioni del giovane protagonista. Gradevole nella prima parte, nella quale emerge l’omosessualità di Pim, da un certo punto in poi la storia si disperde in un racconto di cui si fatica a cogliere il messaggio.