Questa Storia – Note a margine del testo

Questa storia di Alessandro Baricco

Lo so, Questa storia di Baricco non è più un romanzo nuovo, ma questa immagine mi sembrava suggestiva con l’auto, le ruote, l’erba

Quando amo uno scrittore lo consumo fino all’ultima riga che ha scritto per sbaglio dietro uno scontrino mentre faceva la fila alla posta, è risaputo.

Amo Alessandro Baricco, per il suo stile, per le cose che dice, forse addirittura per una certa vanità autocompiaciuta di cui adorna parole e gesti e che lo rende antipatico a molti. Anche questo è risaputo.

Che poi mi vergognassi a pubblicare la terza recensione di Baricco in meno di un anno, questo non lo sa nessuno, ma alla fine che male c’è a confessare di essere monomaniacali? Sono, alla fine, una donna che da dimostrazione di saper essere fedele.

Così, dopo Mr. Gwyn (che ha degnamente aperto il mio 2012 letterario) ed Emmaus (che mi sono sforzata di non capire, anche se qualche volta mi ha fatta inciampare su me stessa), devo ammettere di aver passato un po’ di tempo con Questa Storia e di aver ricavato da questo libro un intero sciame di suggestioni che continuano, dopo alcuni mesi, a ronzarmi in testa. Così, in differita, ho deciso di raccogliere alcune note a margine.

Nota numero uno: “quanto suo padre gli aveva insegnato dell’essere padri”

Io non so che padre abbia avuto Baricco o che strade abbia percorso quando era ragazzino, ma questa frase sembra il ritratto di mio padre, del rapporto che avevo con lui da bambina e del modo in cui mi ha fatta crescere. O forse, meglio, ha lasciato che crescessi a fianco a lui.

In quella severità, e in quell’assenza totale di dubbi, vi era quanto suo padre gli aveva insegnato dell’essere padri: che è saper camminare, senza mai voltarsi. Camminare il passo lungo degli adulti, senza pietà, ma un passo limpido e regolare, perché tuo figlio possa capirlo e starci attaccato, nonostante il suo passo bambino. E farlo senza mai voltarsi, se ne avrai la forza: perché lui sappia che non si perderà, e che camminare insieme è un destino di cui non bisogna mai dubitare, giacché è scritto nella terra.

Mio padre era così quando ero piccola. Nuotava al largo e lasciava che lo seguissi, senza invitarmi a farlo e senza nemmeno dirmi di andare via quando l’acqua era troppo alta. Io annaspavo verso di lui perché erano i soli momenti esclusivamente nostri, e lui nemmeno si girava a guardarmi. Ero piccola e goffa e per forza di cose restavo indietro. Più di una volta, a dirla tutta, ho rischiato di morire affogata. Non è che mio padre fosse distratto o egoista, non è che fosse incosciente come gli gridò una volta una sconosciuta sulla spiaggia affollata, solo, si aspettava che io gli stessi dietro senza bisogno di controllare. E alla fine, io per non morire ho imparato a nuotare.

Nota numero due: “Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando”

Per tutte quelle volte in cui ho desiderato di tuffarmi nel passato, per tutte quelle volte in cui mi sono seduta sulal sponda del fiume e ho aspettato che venisse il mio momento. Per questo momento, in cui non devo accettare di fermarmi con l’alibi dell’attesa e del ricordo.

Questa è forse l’idea che con più forza mi ha colpita.

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

Nota numero tre: “Se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.”

E qui non c’è niente da aggiungere. Questa è da tenere a mente e basta.

Il giorno prima della felicità

Erri De Luca, Il giorno prima della felicitàErri De Luca, Il giorno prima della felicità

Leggere Erri De Luca è un piacere che scorre lento nelle parole centellinate con il giusto equilibrio. Un piacere di cose non dette e di forme di vita che si affacciano tra le parentesi della storia narrata. Alla fine ci si sente in pace, quieti. L’ultima pagina contiene allo stesso tempo una soddisfazione e un’attesa, un orgasmo letterario e una risacca dell’anima. Io mi sento troppo volgare e inadatta, nello spazio frettoloso di questo blog, a riportarne l’essenza.

Una citazione da Il giorno prima della felicità Una citazione da Il giorno prima della felicità Una citazione da Il giorno prima della felicità

Tra le righe, ho scelto queste. Per leggere le citazioni clicca sulle immagini e guarda le fotografie nella dimensione originale.

Quasi mi vergogno a dirlo – ma insomma, come negarlo – alcune delle parole che mi hanno colpita di più, si trovano in due facciate dello stesso foglio e parlano dell’assoluta, sconvolgente, devastante verità del primo amore.

Nella calma spigolosa e pulita di questo libro, ci ben altre cose che colpiscono l’immaginazione e stupiscono: la descrizione di una Napoli che sembra fatta di carne viva e la scoperta di una sessualità che sembra fatta di spiriti eterei. C’è la capacità di catturare l’anima dei napoletani agganciando la storia del passato ai suoni musicali del dialetto, le miserie portate con fermo orgoglio e la volontà di riemergere dai sotterranei della povertà. Ci sono coraggio e onore e più di un pizzico di autismo antisociale disciolto nell’esperienza corporea di un amore idealizzato. Ci sono legami che schizzano via impazziti nel momento in cui vengono creati e altri che tornano indietro come palline impazzite dopo il copo della stecca da biliardo.

Se ci fossero più Erri De Luca a raccontare questo Paese, si potrebbe vedere l’Italia restando a casa propria e costruire quel briciolo di comprensione e senso del passato che ci basterebbe a immaginare un futuro.

Quo vadis? Alessandro Baricco: Oceano mare

Oceano mare

Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così… Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onesta, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro e ti salverai.

Alessandro Baricco, Oceano mare

Spider-Man: WOW!

Spider-man, la scena del bacioScusate l’estrema sintesi, ma la mia recensione sta tutta in quel WOW! del titolo. Dialoghi favolosi! Quando si passa un quarto d’ora in più sulla sceneggiatura si toccano veramente le corde giuste…
Da antologia:
Green Goblin: Svegliati, ragnetto. Svegliati. No, non sei morto. Per ora. Sei paralizzato… temporaneamente. Sei una creatura stupefacente, SpiderMan. Io e te non siamo poi così diversi.
Spider-Man: Io non sono come te. Tu sei un assassino.
Green Goblin: Beh, a ciascuno il suo. Io ho scelto la mia strada, tu hai scelto il cammino dell’eroe. E ti ha trovato divertente, per un po’, la gente di questa città. Ma l’unica cosa che la gente ama più di un eroe è il vedere l’eroe fallire, cadere, morire combattendo. Nonostante tutto quello che hai fatto per loro, alla fine ti odieranno. Perchè disturbarsi?
Spider-Man:Perchè è giusto.
Green Goblin: Ma la dura verità è questa: ci sono otto milioni di persone in questa città. E quelle masse brulicanti esistono al solo scopo di portare i pochi esseri eccezionali sulle loro spalle. Tu e io siamo esseri eccezionali. Potrei schiacciarti come un insetto in questo momento. Ma ti sto offrendo una scelta. Unisciti a me. Immagina che cosa potremmo combinare insieme. Che cosa potremmo creare. Oppure potremmo distruggere ogni cosa. Causare la morte d’innumerevoli innocenti battendoci egoisticamente ancora, ancora e ancora fino a morire entrambi. È questo che vuoi? Pensaci bene, eroe.
Peter: Eh… io ho detto… Lui… lui mi ha chiesto… che cosa pensavo di te.
Mary Jane: E tu che gli hai detto?

Peter: Gli ho detto, ehm… Spider-Man… Gli ho detto… ehm… la cosa più straordinaria di Mary Jane… è… quando tu… la guardi negli occhi… e lei ti restituisce lo sguardo… allora tutto quanto diventa… non proprio normale. Perchè ti senti… più forte… e più debole allo stesso tempo. Ti senti eccitato… e allo stesso tempo… terrorizzato. La verità è che non sai più che cosa provi… ti rendi solo conto di che tipo di uomo vorresti essere. È come se tu… avessi raggiunto l’irraggiungibile… e non fossi ancora pronto.

Mary Jane:Gli hai detto così?

La funzione del critico, parla Ego in Ratatouille

Anton EgoSono stata colpita e affondata dalle parole del critico gastronomico Anton Ego in Ratatouille, che ha fatto un’autoriflessione molto intelligente sulla critica: la tengo qui (in lingua originale) come monito per il futuro.
In many ways, the work of a critic is easy. We risk very little yet enjoy a position over those who offer up their work and their selves to our judgment. We thrive on negative criticism, which is fun to write and to read. But the bitter truth we critics must face is that, in the grand scheme of things, the average piece of junk is more meaningful than our criticism designating it so. But there are times when a critic truly risks something, and that is in the discovery and defense of the new. Last night, I experienced something new, an extraordinary meal from a singularly unexpected source. To say that both the meal and its maker have challenged my preconceptions is a gross understatement. They have rocked me to my core. In the past, I have made no secret of my disdain for Chef Gusteau’s famous motto: Anyone can cook. But I realize that only now do I truly understand what he meant. Not everyone can become a great artist, but a great artist can come from anywhere. It is difficult to imagine more humble origins than those of the genius now cooking at Gusteau’s, who is, in this critic’s opinion, nothing less than the finest chef in France. I will be returning to Gusteau’s soon, hungry for more.
Credo che dovremmo riflettere tutti un po’ su queste parole. Tutti noi piccoli scribacchini cinefili, prima di fare l’errore di ergerci su un piedistallo e persino tutti i Critici (con la – C – maiuscola). Il critico distrugge ma non crea nulla, qualche volta riplasma, come voleva Oscar Wilde (Il critico come artista): per questo il critico dovrebbe avere rispetto, evitando di essere snob o troppo accademico. Essere solo un ponte tra l’arte e il pubblico, senza perdere di vista nessuno dei due poli e senza arroccarsi in un accademismo solipstistico.

Alta fedeltà: rimasticature letterarie accidentali

Alta fedeltàUno di quei libri che ti capitano in mano per caso, al momento giusto. E ti fanno aprire gli occhi, offrendoti, per così dire, una chiave per comprendere quello che accade nella tua vita. Tre anni e mezzo fa Alta fedeltà è entrato di prepotenza nella mia top 5 di libri preferiti e da allora il suo autore, Nick Hornby è diventato una sorta di guru letterario per me. Credo che come attestato di adorazione sia abbastanza. Ed ora, qualche assaggino:

Lingerie

Non mi sono mai ripreso dallo shock di scoprire che le donne fanno esattamente quello che facciamo noi: tengono il paio migliore  di slip per le sere in cui sanno che andranno a letto con qualcuno. Quando vivi con una donna, compaiono misteriosamente questi scarti dei grandi magazzini, scoloriti, sbrindellati e rimpiccioliti, stesi sui termosifoni di tutta casa; e i sogni lascivi che facevi da ragazzino, pregustando la maturità come l’epoca in cui saresti stato circondato da conturbante biancheria femminile per omnia saecula saecuolorum… vanno in cenere.
Parola di mamma
– Mamma, santoddio, ancora? Laura non si vuole sposare. Non è quel genere di ragazza lì. Come te lo devo dire? Adesso si usa così.
– Non so davvero come si usi adesso. So solo che tu incontri una donna, ci vai a vivere insieme, e lei se ne va. Incontri un’altra donna, ci vai a vivere insieme, e lei se ne va.
Colpito e affondato.
Amanti
Questo ricordo è davvero il peggio del peggio, chiunque al posto mio si ritroverebbe in un bagno di sudore freddo e appiccicaticcio: Laura e io lo sentivamo quando faceva l’amore.
Errori e bugie
Ma prima di esprimere un giudizio, benché sia probabile che ne abbiate già formulato uno, provate a scrivere le quattro cose peggiori che avete fatto voi al vostro partner, anche se – specie se – il vostro partner non ne sa niente.
Sapori e tradimenti
Io tenni duro perché, all’improvviso, proprio alla fine della storia con Rosie, mi scoprii di nuovo veramente attratto da Laura; era come se avessi avuto bisogno di Rosie per esaltare il sapore di Laura.
Fallimento
Ma perché nessuno scrive canzoni sul fatto che sia possibile fuggire e marcire? Perché nessuno dice che la fuga può risolversi in un buco nell’acqua, e puoi lasciare il sobborgo per la città, ma finire col fare lo stesso una scialba vita suburbana?
Canzoni sentimentali
Ho passato quasi trent’anni ad ascoltare canzoni sui cuori spezzati, e questo mi ha aiutato? No, mi ha fregato.
Il veleno dell’arte
Sembra quasi che se metti la musica (e i libri, probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa, e non arriverai mai a considerarla come un prodotto finito. Ci troverai sempre qualcosa da ridire, starai sempre in subbuglio, e continuerai a criticare e a cercare di dipanare la matassa finché non va tutto a rotoli e devi ricominciare daccapo. Forse noi viviamo troppo protesi verso un apice, dico di noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente contenti: noi dobbiamo essere o disperati, o al settimo cielo, e questi sono stati d’animo forse difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida.
Sesso e amore
– Senti, Rob. È successo. Ed è stato un bene, per un sacco di motivi, perché noi non stavamo andando da nessuna parte, mentre adesso forse possiamo orientarci meglio. E se il sesso fantastico fosse una cosa così importante come pensi, e se io l’avessi provato, allora non saremmo qui a letto insieme. È questa è la mia ultima parola sull’argomento, ok?
– Ok.
Evoluzioni
– Ma secondo te non conta se non siamo più quelli che eravamo?
– Anzitutto, penso di dover mettere in chiaro una cosa: tu non ne hai nessuna colpa.
– Grazie tante.
– Tu sei esattamente lo stesso di prima. Da quando ti conosco, non sei cambiato di una virgola. Se abbiamo preso due strade diverse, sono io quella che ha imboccato un’altra via. Ma l’unica cosa che ho fatto è stato cambiare lavoro.
Fascino femminile
Le donne sbagliano quando si lamentano dell’immagine femminile diffusa dai media. Gli uomini capiscono benissimo che non tutte le donne hanno il petto della Bardot, il collo di Jamie Lee Curtis, o il fondo schiena di Felicity Kendall; e non ci badano. Ovviamente preferiremmo Kim Basinger a  Hattie Jacques, proprio come una donna preferirà Keanu Reeves a Bernard Manning, ma non conta troppo, quanto il livello di mortificazione. Abbiamo fatto in fretta a capire che le ragazze di James Bond non giravano dalle nostre parti, ma accettare che una donna non ti guarderà mai come Ursula Andress guardava Sean Connery, e nemmeno come Doris Day guardava Rock Hudson, è molto più difficile, per la stragrande maggioranza di noi. Nel mio caso, poi, non sono nemmeno sicuro di averlo mai accettato.

Something stupid like I love you

Una raccolta di tutte le frasi d’amore più belle e toccanti che il cinema ci abbia regalato. Avevo iniziato a metterle insieme un po’ di tempo fa e anche se non sono più innamorata non riesco a smettere di essere stupidamente romantica.

Closer
Alice: Non ti amo più.
Dan: Da quando?
Alice: Adesso. Da adesso.
Notting Hill
William: Anna senti… io sono un tipo con un decente equilibrio… e con poca disinvoltura in amore, ma posso dire di no alla tua gentile richiesta? Smetterla qui?
Anna: Si, benissimo, ma certo. Be’, me ne devo andare. È stato bello vederti.
William: La cosa è… che con te corro un grosso pericolo. Sembra perfetta come situazione, a parte quel tuo brutto carattere. Ma il mio cuore è relativamente inesperto, ecco, ho paura che non si riavrebbe, se vennissi ancora una volta messo da parte. Cosa che assolutamente mi aspetto che accada. Vedi ci sono tante, troppe foto di te e troppi film. Tu mi lasceresti e io rimarrei… fregato, per dirla tutta.
Anna: E’ un no bello deciso vedo.
William: Io vivo a Notting Hill, tu a vivi a Beverly Hills! Tutto il mondo sa chi sei, mia madre ha difficoltà a ricordare il mio nome.
Anna: Bene, bene, ottima decisione. La faccenda della fama non è una cosa reale sai… e non dimenticare che sono anche una semplice ragazza, che sta di fronte a un ragazzo e gli sta chiedendo di amarla… addio.
Eyes wide shut
Alice: C’è una cosa molto importante che noi dobbiamo fare prima possibile.
Bill: Cosa?
Alice: Scopare.
Jerry Maguire
Jerry: Io ti amo… tu mi completi. E io dovevo proprio…
Dorothy: Smettila! Sta zitto! Mi avevi già convinta al ciao, mi avevi già convinta al ciao!
Proposta indecente
Diana: Se ami una qualcuno davvero, lascialo libero. Se torna da te è tuo per sempre, se non lo fa allora tanto per cominciare non è mai stato tuo.
Altra scena:
David: Adesso io so che quello che le persone che si amano si fanno, lo ricordano, e se restano insieme non è perchè dimenticano ma perchè perdonano.
Cuori ribelli
Shannon: Joseph?
Joseph: Sì?
Shannon: Tu mi trovi un pò bella?
Joseph: Io non ho mai visto nulla che ti somigli neanche lontanamente.
Shannon: OK. BUONANOTTE!
Moulin rouge!
Christian: Sono venuto a pagare il conto.
Satine: Non dovresti essere qui Christian, và via!
Christian: Mi hai detto di credere di amarmi, perchè non dovrei pagarti? Hai fatto il tuo lavoro davvero bene, perchè non posso pagarti come tutti gli altri? Fammi pagare, fammi pagare… dimmi che non era vero, dimmi che non mi ami, dimmi che non mi ami, DIMMI CHE NON MI AMII!!!
Pretty Woman
Edward: E cosa succede dopo che lui salva lei?
Vivian: Che lei salva lui.
Harry ti presento Sally
Harry: C’ho pensato tanto… e il risultato è che ti amo.
Sally: Cosa?
Harry: Ti amo.
Sally: E che cosa pensi che ti risponda adesso?
Harry: Per esempio: anch’io ti amo.
Sally: Preferisco: me ne vado.
Harry: Allora non significa niente per te?
Sally: Mi dispiace, Harry. Lo so che questa è la notte di capodanno, lo so che ti senti solo ma tu non puoi arrivare qui, dirmi che mi ami e aspettarti che questo risolva tutto. Le cose non funzionano in questo modo.
Harry: Bè, e come funzionano?
Sally: Non lo so! Ma non in questo modo…
Harry: Allora proviamo così: ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile!
Sally: Ecco! Tanto sei il solito imbroglione! Dici cose del genere, e mi spieghi poi come faccio a odiarti io? E invece io ti odio! Ti odio. Sul serio… ti odio…
Quattro matrimoni e un funerale
Charlie: Scusa, forse ti sembrerà una domanda stupida, soprattutto dopo la puntatina in quel negozio… ma mi domandavo se per puro caso, be’… io ho la sensazione di provare… insomma, per riassumere tutto in modo leggermente più chiaro, con le parole di David Cassidy in quel pezzo famoso… io credo di amarti. E allora mi è venuto in mente, chissà, forse a te potrebbe far piacere… no, sono proprio un idiota. Mi ha fatto molto piacere vederti. Meglio che vada.
Carrie: E’ una cosa molto romantica.
Charlie: Beh, ci ho pensato tanto sai, volevo che fosse un discorso chiaro
Prima dell’alba
Jesse: Sì, d’accordo, sicuramente è una follia, ma se non te lo chiedo il fatto è che mi perseguiterà per il resto della mia vita.
Céline: Che cosa?
Jesse: Voglio continuare a parlare con te, chiaro? Non ho la minima idea di quale sia la tua situazione ma… ma sento che tra noi si è stabilito un certo contatto, giusto?
Céline: Sì, lo penso anch’io.
Jesse: Sì, ecco… sì, bene! Perciò sta a sentire, dovresti fare così: scendi dal treno con me qui a Vienna per dare un’occhiata alla città.
Céline: Come?
Jesse: Dai! Sarà divertente, coraggio!
Céline: E che faremo?
Jesse: Non lo so, so soltanto che devo prendere il volo dell’Austrian Airlines domani mattina alle 9:30 e che non ho abbastanza soldi per l’albergo, perciò mi tocca andare in giro e sarebbe più divertente se venissi con me. E se scopri che sono uno psicopatico salti sul prossimo treno.
Céline: (ride)
Jesse: Sì, va bene, mettiamola così. Fai un salto di dieci, vent’anni, d’accordo? Tu sei sposata e il tuo matrimonio non ha più la stessa carica che aveva una volta, capisci? Cominci a incolpare tuo marito, cominci a pensare a tutti gli uomini che hai conosciuto nella tua vita e a cosa ti sarebbe accaduto se ti fossi messa con uno di loro. Ci sei? Be’, io sono uno di quelli, eccomi qui. Perciò prendila come una specie di viaggio nel tempo, da allora ad adesso… per scoprire cosa ti perdi. Vedi, questo potrebbe essere un gigantesco favore fatto sia a te che al tuo futuro marito, per scoprire che in realtà non ti perdi niente: sono un perdente esattamente quanto lui, privo di stimoli, una palla al piede e… hai fatto la scelta giusta e ne sei molto felice. Dai!
Céline: Prendo il mio bagaglio.
Altra scena:
Céline: Io sento sempre la pressione d’essere questa forte, indipendente icona della femminilità e di non dover mostrare che la mia intera vita sta ruotando intorno a qualche uomo. Ma amare qualcuno ed essere amata, significa moltissimo per me. Io ci ho sempre scherzato sopra ma, tutto ciò che facciamo nella vita non è un modo per essere amati un po’ di più? Credo che se esista un qualsiasi Dio, non sarebbe in nessuno di noi, né in te né in me, ma sono in questo piccolo spazio nel mezzo. Se c’è una qualsiasi magia in questo mondo, deve essere nel tentativo di capire qualcuno condividendo qualcosa. Lo so, è quasi impossibile riuscirci, ma, che importa in fondo? La risposta deve essere nel tentativo.
Prima del tramonto
Céline: Non ti ho dimenticato e la cosa mi fa incazzare: vieni qui a Parigi, tutto romantico e sposato! Chiaro?! Vaffanculo! Non mi fraintendere non voglio niente da te, l’ultima cosa di cui ho bisogno è un uomo sposato! Ed è passata tanta acqua sotto i ponti: non sei più tu il rimpianto, è il tempo, quel momento perduto per l’eternità, non lo so…
Altra scena:
Céline: La gente che oggi ha un’avventura, perfino un rapporto serio, quando rompe dimentica, passa oltre, come se cambiasse marca di cereali. Io non sono mai riuscita a dimenticare gli uomini con cui sono stata. Ogni persona aveva le sue specifiche qualità e non si può rimpiazzare nessuno. Colgo dei particolari in loro, dei dettagli che mi colpiscono e di cui poi sento la mancanza. A volte per sempre. Non puoi rimpiazzare nessuno perché ognuno porta con sé dettagli magnifici e unici.
La dolce vita
Marcello: Sylvia you are everything, everything! Tu sei la prima donna del primo giorno della creazione, sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa… ah ecco che cosa sei: la casa. Sylvia ma perchè sei venuta qui? Torna in America, fammi il favore. Lo capisci, che faccio adesso io?

“Il treno è un po’ traballante” da Intrigo internazionale

Intrigo internazionaleSul treno.
– Smettila adesso – dice l’irresistibile bionda, con il tono di chi non vuole affatto smettere.
– Sul serio vuoi? – lui, continuando a baciarla.
– Dovrei saperne di più su di te.
– Oh… non ne sai abbastanza?
– So che sei un pubblicista e nient’altro.
– Infatti. – risponde lui. – Oh il treno è un po’ traballante.
– E chi non lo è… – lei coglie la metafora.
– Che altro sai di me?
– Be’ hai gusto nel vestire e nel mangiare…
– E in fatto di donne – aggiunge lui. – Hai un buon profumo.
– E sei molto scaltro nel parlare. Probabilmente ottieni sempre ciò che vuoi. Sei maestro nella pubblicità, fai innamorare donne che non ti conoscono.
Altra scena. Potrebbe essere il momento dell’addio.
– Disillusa e triste?
Lei sospira.
– Come mai?
– Uomini come te.
Lui è uno degli attori più affascinanti di tutti i tempi, Cary Grant, mentre lei è l’eterea Eva Marie Saint. Il film è Intrigo internazionale (titolo originale North by Northwest), del maestro Alfred Hitchcock.
Non so se sono rimasta la sola al mondo ad emozionarsi per la pulizia e la semplice eleganza formale di dialoghi come questi. Grande cinema!

Me and Carrie – Pensieri poco profondi sulla scia di Sex and the City

Sex and the CityEssere single

“When you’re alone, it’s easier. You can do what you want. You don’t have to go home.”

Riflettevo su questo proprio di recente. Nulla di più vero. Tutto quello che devi fare è essere te stessa e andare a caccia di stimoli. E questo è galvanizzante. L’assenza di legami ci porta a esplorare tutte le porte lasciate socchiuse, a prenderci cura di noi stesse, a riscoprire chi siamo veramente. Essere single è una forma di potere. Ma allora com’è che non appena abbiamo ricominciato a splendere incontriamo qualcuno e iniziamo a desiderare una nuova relazione?

“She is in her late thirties or early forties, and, if empirical knowledge id good for anything, she probably never will get married.”

Per tutto il libro si ha come l’impressione che il fantasma peggiore per le ragazze single sia restare single. E l’opposizione shakespeariana per le ragazze di New York è tra donne sposate e donne che non lo sono. E allora viene da chiedersi: nonostante l’indipendenza, la carriera, l’amicizia e la libertà sessuale sposarsi è ancora la vera meta ultima per una donna? Perché? Uomini sbagliati

“When you look over the list of the guys you’ve dated, Peri is the only guy that doesn’t make any sense. You think: “What was that about?”

Ok. Questo ce l’abbiamo tutte. Quel ragazzo con cui siamo uscite qualche volta e che non aveva niente a che fare con la nostra vita, con il nostro percorso, con i nostri desideri o con il nostro ideale di uomo. A essere sincera, io ne ho una lista a parte.

“It’s like a loop. He’s looping himself.”

Oddio, le persone così! Quante ce ne sono?! Le conosci e ti sembrano interessanti. Poi inizi a frequentarle e scopri che le poche cartucce buone le hanno sparate tutte insieme e dopo è tutta ripetizione. N O I A!

“I’ve gone out with some of those guys – the ones are short, fat, and ugly – and it doesn’t make any difference. They are as unappreciative and self-centered as the good-looking ones.”

Questo è il motivo per cui non bisogna mai abbassare le aspettative: non ci si guadagna nulla. Amore e passi falsi

“It doesn’t matter how pretty you are. If you can create who the guy wants you to be, you can get him.”

Ok. Mettiamo che sia vero. Facciamo finta che basti recitare la parte della donna che lui desidera voi siate. Cosa succede dopo che lo avete in pugno? Se lo volete tenere non potrete mai rilassarvi ed essere voi stesse. Non appena il velo verrà sollevato e il trucco sarà scoperto, potete stare certe che l’uomo che si era innamorato di una sua proiezione mentale si sentirà tradito. E sarà finita.

“She decides she has to torture Mr. Big again. “Do you think we’re close?”

Ecco questa è una delle detestabili cose che noi donne facciamo continuamente. Più vado avanti e più mi rendo conto che l’amore finisce col diventare un surrogato dell’autostima. Il problema è che l’autostima è sexy, l’insicurezza non lo è affatto.

“You know how women always want to talk about everything? Well, imagine that times two. It’s constant talking. About everything until four in the morning. After a while, she has to leave and go back to a man because she can’t tale the talking.”

Ahahahhahhaha! Lo sostengo da anni. E poi mi chiedo quanto sia disastroso essere due uomini.

“How could you hurt me like that? I can never forget that – you know?” “I know baby. I’m sorry.”

Ecco, basta un “Lo so baby. Mi dispiace” e tutto sembra risolto. La verità è che non è affatto così, però ci si casca facilmente. L’importanza dei fattori esterni

“When you’re afraid of the financial future, you don’t want to make a committment.”

C’è una relazione insana tra la precarietà economica e l’instabilità delle relazioni sentimentali. La nostra generazione ne è un esempio lampante. E questo è profondamente ingiusto.

“I totally believe that love conquers all. Sometimes you must have to give it some space. And that’s exactly what’s missing in Manhattan.”

Morale della favola: la metropoli è il posto peggiore dove innamorarsi. Tristemente vero. Io sono Carrie! Se vuoi sapere perché tutte le ragazze si credono Carrie Bradshaw, leggi il mio commento al film Sex and the City in “Living in a movie”.