Couchsurfing: cosa, come e perché?

Non so se succeda solo a me o se sia una cosa piuttosto comune, ma nei periodi di passaggio tra una stagione e l’altra avverto più forte la voglia di cambiare. Non parlo di stagioni nel senso climatico del termine: piuttosto, penso ai momenti in cui svolte apparenti e conclusioni reali si accavallano, mentre ho la sensazione di voler rivoluzionare tutto, cambiare stile di vita… cose così.

Non voglio tirarla troppo per le lunghe con questo preambolo, ma, come penso immaginerete, spesso il cambiamento è più lento e meno radicale di quanto auspicato e per certi versi finisce per assomigliare a un lento scivolamento delle azioni vero il punto al quale la nostra coscienza era già giunta da tempo.

Not All Those Who Wander Are Lost

Scusate, mi sto incartando. La smetto e arrivo al punto. Il punto è che di ritorno dalla Sardegna (se vi siete persi la puntata potete andare a ripescarla, perché io so’ pure meglio di Beautiful), la voglia di cambiare (e viaggiare) si era impossessata di me – ed è ancora qui. Una voglia dinamitica e anarchica, la forza motrice che può scuotere sentimenti come questi e tramutarli in azione.

Vabbè, senza esagerare, diciamo che comincio da azioni semplici, ma che per me sono un vero e proprio rovesciamento del paradigma, come ospitare sul divano di casa viaggiatori che provengono dai quattro angoli del mondo. E ricevere la stessa ospitalità, quando mi va.

Quello che c’è da sapere è che fare couchsurfing, così si chiama questa cosa, è piuttosto semplice e si può iniziare anche subito. Vi aprite un profilo su questo sito qui, un vero e proprio social network per viaggiatori più o meno squattrinati, decidete se volete iniziare con l’aprire la vostra casa o con la richiesta di ospitalità, se volete ospitare ragazze o ragazzi, per quanto tempo e come, quale città vorreste visitare e quando…

Io, ingorda come sempre, ho iniziato con entrambe le cose: ho già invitato a cena una ragazza russa che veniva dal Canada (dove ha abitato per sei anni) e per tre notti è stata da me una ragazza taiwanense, con cui ho fatto anche un po’ la turista. Il che, se abiti a Roma, non è mai un peccato.

Maria Silvia Sanna e Jamie Sun

Io & Jamie sulla terrazza di Castel Sant’Angelo

Il vantaggio per i couchsurfer lo vedono anche i muri: viaggiano di città in città, contenendo il più possibile le spese. Il vantaggio degli ospiti (a parte il tornaconto generico all’interno della community, perché con diverse recensioni positive sarà facile essere ospitati a propria volta) è un po’ meno scontato, ma non è certo la scoperta dell’acqua calda. Ospitare è come viaggiare stando a casa propria, conoscendo persone che per qualche giorno possono aprirti le porte di mondi diversi e che possono mostrarti il tuo mondo da un punto di vista diverso.