[Diario del Festival del cinema di Roma] Rapidissime nano-recensioni del giorno dopo: Too Big to Fail e Voyez Comme Dansent

Rapidissimamente, scusate se sono brusca, ma alle 22 ho un altro film da vedere. 🙂 Too Big to Fail
Too big to fail
Ero curiosa di vedere questo film perché penso ormai siamo tutti coinvolti e chiamati in causa dalla crisi che è iniziata nel 2008 negli Stati Uniti in relazione al fallimento di un istituto di credito tra i più importanti. Ancora oggi siamo è fondamentalmente di questo che parliamo quando parliamo di crisi. Troppo semplicistico dare la colpa a questo o quel governo, è l’intero sistema finanziario occidentale il vero gigante dai piedi di creta.
Too Big to Fail, a metà strada tra ricostruzione documentaristica e film televisivo (con un cast all star tra cui: William Hurt, Paul Jamatti, James Woods, Cynthia Nixon), si assume il compito di spiegarci cosa è successo nel 2008. Proprio per questo è un film di difficile digestione, se volete guardarlo preparatevi a far crescere di 10 o 20 punti la vostra ansie verso il futuro. Se siete pronti ad accogliere un po’ di nuovi capelli bianchi, potrete vederlo da stasera su Sky Cinema.
Voyez Comme Ils Dansent
Voyez Comme Ils Dansent
Vedere James Thierree nella sua performance teatrale è pura poesia visiva. Già questo, rende il film di Claude Miller un piccolo gioiello. Tutto il resto è una malinconica analisi da un duplice punto di vista della schizofrenica esistenza di un artista. I due punti di vista sono quelli di due donne che lo hanno amato prima che si suicidasse. Particolarmente suggestiva la colonna sonora, con una canzone interpretata dalla nostra Maya Sansa che, oltre a riempire lo schermo col suo fascino mediterraneo, si rivela agilmente poliglotta.

Sex and the City 2: champagne nel deserto

Sex and the City 2C’erano una volta quattro favolose ragazze single, icone di femminilità, sensualità, glamour e stile metropolitano. Legate tra loro da un’amicizia sincera e profonda, Carrie (Sarah Jessica Parker), Samantha (Kim Cattrall), Miranda (Cynthia Nixon) e Charlotte (Kristin Davis) erano modelli in cui si identificavano milioni di ragazze su tutto il pianeta. Attraversavano New York in una perenne sfilata di moda, erano ospiti gradite di eventi mondani  che la maggior parte delle comuni mortali si limita a sognare, avevano gli armadi inverosimilmente pieni di vestiti, scarpe e borse delle migliori case di moda e non sembravano essere mai sfiorate da problemi di natura economica. Sogni di edonismo post-femminista e post-moderno. Eppure non era questo iper-consumismo che le rendeva tanto vicine al loro pubblico: lo stile di vita delle quattro newyorkesi era solo un tocco di classe, una ciliegina su una torta resa deliziosa dalla prossimità emotiva. Proprio come la maggior parte delle donne moderne, quelle quattro ragazze erano disinibite, intraprendenti e indipendenti eppure fragili, contraddittorie e, soprattutto, perennemente alla ricerca dell’amore. Erano tutte noi, insomma. Uso consapevolmente il passato: le ragazze c’erano una volta e ora quello che rimane è un mucchio di stereotipi cementati da una potente strategia  di marketing, nel tentativo di continuare a sfruttare una vena aurifera che in questi anni è stata molto prolifica, ma che comincia a languire per scarsità di idee. […]

Ho scritto questa recensione per Cineclick: continua a leggerla.

Indicazioni terapeutiche: la somministrazione è consigliata a tutte le fan irriducibili della serie che hanno un fisiologico bisogno di conoscere le nuove avventure di Carrie & Co. Inoltre, l’alta percentuale di grevità verbale presente nella composizione chimica del prodotto lo rende un interessante integratore dietetico per i fan di Boldi e De Sica. Ottimo coadiuvante goliardico, nonché adiuvante in grado di accelerare le funzioni consumistiche. Si sconsiglia l’uso della carta di credito nelle successive dodici ore. Attenzione, esperimenti di laboratorio hanno dimostrato forti percentuali di rigetto anche da parte di alcune grandi estimatrici della serie.

Leggi la recensione del libro e le citazioni più belle di Candace Bushnell.