Giù al Nord: come ti rovescio i pregiudizi

Giù al nordPhilippe Abrams (Kad Merad), direttore delle Poste, chiede di essere trasferito sulla Costa Azzurra, per poter regalare un po’ di sole alla moglie, patologicamente depressa. Dopo una serie di vicende, invece, si ritrova trasferito in una regione fredda e inospitale del Nord della Francia. Sembra una tragedia: la famiglia lo lascia partire solo e tutti gli prospettano scenari agghiaccianti, in senso metaforico e non. Così ha inizio la vicenda di Giù al Nord, che in 103 minuti dissolve in una risata i pregiudizi geo-culturali dei cugini d’oltralpe.
In Francia il film è stato una rivelazione: Dany Boon, regista e co-protagonista del film, ha dato vita al successo più imponente che il botteghino francese abbia mai registrato nella storia del cinema. Gli incassi hanno raggiunto i 167 milioni di dollari nella sola Francia, cifra da capogiro se si pensa che l’anno scorso il film più visto, Ratatouille, raccolse “appena” 65 milioni. In Italia avevamo già visto questo Re Mida della commedia in Una top model nel mio letto, di Francis Veber (2006) e in Il mio miglior amico di Patrice Le Conte; nessuna distribuzione italiana, invece, per La maeson du bonheur (2006), suo debutto alla regia.
Demistificazione dei luoghi comuni ed elogio della semplicità: questi sono i cardini intorno ai quali gira la storia. I numerosi preconcetti che si condensano intorno agli abitanti del luogo, gli Ch’tis, vengono posti in ridicolo attraverso di gag ed equivoci. Quando Philippe arriva al Nord deve affrontare una cultura sconosciuta e una lingua incomprensibile. Il suo sguardo inizialmente è diffidente, ma ben presto comprenderà che il sole non è soltanto nelle condizioni climatiche, ma anche nell’animo umano. Sono, appunto, valori semplici quelli che il film fa emergere: l’accoglienza, la solidarietà, la sincerità. […]
Questa recensione è stata originariamente scritta per Cineclick e non è più disponibile nella sua forma completa.

Indicazioni terapeutiche: l’assunzione è particolarmente indicata a tutti i politici leghisti e ai loro elettori. Inoltre, grazie alla composizione particolarmente leggera, se ne consiglia l’uso a chiunque senta il bisogno di qualche sana e genuina risata.