[Aspettando il Festival] Identikit della giuria internazionale

Ennio MorriconeEnnio Morricone – Presidente di giuria
Professione: compositore e direttore d’orchestra
Nato: il 10 Novembre 1928, Roma
Famoso per: le colonne sonore dei film di Sergio Leone (la trilogia del dollaro, C’era una volta in America, Nuovo Cinema Paradiso)
Ha lavorato con: Sergio Leone, Brian de Palma, Giuseppe Tornatore, Pier Paolo Pasolini, Roman Polanski
Ha vinto: Grammy Award per Gli IntoccabiliOscar alla carriera nel 2007 (dopo 5 nomination), diversi David di Donatello
Ha in cantiere: la colonna sonora di Fatten Her di Anthony Souter e del cortometraggio April Fools’ Day di Dennis Brucks
Susanne BierSusanne Bier
Professione: regista
Nata: il 15 Aprile 1960 a Copenhagen
Famosa per: Dopo il matrimonio, Noi due sconosciuti, In un mondo migliore
Ha lavorato con: Benicio Del Toro, David Duchovny, Halle Berry
Ha vinto: Menzione speciale della critica al Toronto International Film Festival per Elsker dig for evigt, Premio della giuria popolare al Sundance Film Festival per Non desiderare la donna d’altri, Golden Globe per In un mondo migliore come Miglior Film Europeo
Ha in cantiere:  All You Need is Love con Pierce Brosnan
Roberto BolleRoberto Bolle
Professione: regista
Nato: il 26 Marzo 1975 a Casale Monferrato
Famoso per: Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta, La bella addormentata
Ha lavorato con: Carla Fracci, Alessandra Ferri, Eleonora Abbagnato
Ha vinto: dal 2003 Étoile del Teatro La Scala di Milano, nominato nel 2009 “Principal” dell’American Ballet Theatre, nominato nel 2009 “Young Global Leader” dal World Economic Forum di Davo
Ha in cantiere: Excelsior al Teatro alla Scala dal 20 gennaio 2011
Debra WingerDebra Winger
Professione: attrice
Nata: il 16 Maggio 1955 a Cleveland
Famosa per: Ufficile e gentiluomo, Il te nel deserto, In Treatment (la serie)
Ha lavorato con: Richard Gere, Bernardo Bertolucci, Billy Crystal
Ha vinto: NSFC Award come Migliore Attrice per Voglia di tenerezza, Miglior attrice per Una donna pericolosa al Tokyo International Film Festival, Star femminile dell’anno nel 1983 alla ShoWest Convention
Ha in cantiere: Lola Versus di Daryl Wein

David PuttnamDavid Puttnam

Professione: produttore

Nato: il 25 Febbario 1941 a Londra

Famoso per: I duellanti, Fuga di mezzanotte, Mission

Ha lavorato con: Ridley Scott, Robert De Niro, John Malkovic

Ha vinto: Miglior produttore straniero per Mission, BAFTA per Urla del silenzio, Oscar come miglior film per Momenti di gloria

Pierre ThorettonPierre Thoretton

Professione: regista e fotografo di scena

Nato: nel 1967 a Noyon

Famoso per: L’amour fou

Ha lavorato con: Yves Saint-Laurent, Antoine Santana, Catherine Deneuve

Ha vinto: Premio internazionale della critica per L’amour Fou al Toronto International Film Festival

Carmen ChaplinCarmen Chaplin

Professione: attrice

Nata: –

Famosa per: innanzi tutto per essere la nipote di Charlie Chaplin. Poi: Perché no?Il bacio del serpente

Ha lavorato con: Eva Mendes, Ewan McGregor, Catherine Deneuve

Grazie a Davide per le correzioni suggerite.

Earth Day Italia | Roma, Villa Borghese – 20 aprile 2011

Carmen Consoli

Earth Day 2011. A me è bastato un solo nome per dire: io ci sarò! Naturalmente, è quello della Cantantessa per antonomasia, Carmen Consoli. Non starò qui a tesserne le lodi, anche perché, in varie occasioni, l’ho già fatto. Mi basta solo suggerirvi di ascoltare la canzone Madre Terra. Io spero di risentirla live mercoledì 20 aprile, in uno dei posti più belli di Roma, il parco di Villa borgherse. Con la cantantessa ci saranno anche nomi del calibro di Ennio Morricone e Patty Smith, insieme per toccare il cuore ecologico del mondo. Il concerto sarà solo una parte dell’iniziativa: se anche voi siete tra quelli che si scandalizzano nel vedere l’inquinamento, l’incuria e l’inciviltà ambientale, scattate una foto e partecipate a io ci tengo! Volete saperne di più?

Cliccate subito sul sito Earth Day Italia per scoprire tutte le iniziative della giornata.

Amleto: lo sguardo di Zeffirelli

Hamlet di ZeffirelliUn castello medievale su una scogliera. Il mare e il cielo: tutto è di un azzurro soffuso. L’inquadratura si stringe, la macchina da presa si avvicina al castello. Ai suoi piedi, un corteo funebre. Una dissolvenza ci trasporta in un buio sotterraneo dove una regina piange sulla tomba di un uomo – una scritta in sovrimpressione ci avverte che siamo nel castello di Elsinore, in Danimarca. Entra in scena Amleto. Non ne vediamo il volto, ma solo il braccio che getta il primo pugno di terra sul morto, indugiando, granello su granello. La telecamera si sposta orizzontalmente, risale lungo il braccio fino a inquadrare un uomo incappucciato che si accinge a voltarsi. Mentre si volta e noi riconosciamo Mel Gibson, una voce lo chiama “Amleto”.
L’Amleto che ha il volto di Gibson è un uomo d’azione, magari non un guerriero nerboruto, ma sicuramente uno scaltro stratega, al quale resta poco tempo per i famosi dubbi. Non manca il celebre monologo “essere o non essere”, ma qui significa chiaramente: agire o non agire? Dal momento in cui incontra il fantasma di suo padre, l’azione di Amleto e anche le sue riflessioni sono tese come un arco verso l’obiettivo della vendetta. Armato di rabbia, Amleto è una bomba a orologeria.
Le inquadrature di Zeffirelli rifiutano la claustrofobia del castello, la telecamera si muove vivace e indugia sui particolari, ignorando le regole compositive di un palcoscenico teatrale. Il montaggio è elegante, ma senza riposo: le inquadrature si susseguono con dissolvenze e stacchi continui, mostrando da vari punti di vista personaggi e azioni. Il testo shakespeariano è la base, ma la sceneggiatura è liberamente abbreviata, le battute sono spostate da una scena all’altra, le ambientazioni interpretate con fantasia, moltiplicando le scene e sfruttando anche gli spazi esterni. Tra il linguaggio delle immagini e quello verbale, Franco Zeffirelli sceglie le immagini.
Il film è di ampio respiro, vicino allo Shakespeare poeta universale, ma vicino anche a noi nonostante sia ambientato nel Medioevo danese. La scenografia curata da Dante Ferretti e i costumi di Maurizio Millenotti riportano in vita l’epoca con assoluta fedeltà: Glenn Close con le lunghe trecce e la veste bianca sembra uscita da un quadro fiammingo. E sull’iconografia medievale gioca molto anche la fotografia: della buia scena di lutto, ai paesaggi ampi che si estendono intorno al castello. Le musiche di Ennio Morricone accompagnano suggestivamente, ma con discrezione, le scene.
Indicazioni terapeutiche: shakespeariano sprone all’azione per soggetti che si facciano cogliere da amletici dubbi.