Il curioso caso di Benjamin Button: un tragico paradosso

Il curioso caso di Benjamin Button
La vita a ritroso. La curiosità di un bambino intrappolata nel corpo di un vecchio, i segni della demenza senile sul volto innocente di un infante. Il curioso caso di Benjamin Button rovescia la vita per raccontarla nella sua naturale eccezionalità. È una storia esistenziale, che riesce a  raccogliere le esperienze universali attraverso il pretesto di un soggetto fantastico. La diversità, segno indelebile che annebbia le similitudini, l’età che divarica lo spazio tra le persone, l’amore che trova il modo per travalicare i limiti e infine la morte, unica certezza per ogni essere vivente.
Benjamin Button nasce quando dovrebbe morire e un giorno dopo l’altro, un anno dopo l’altro, riacquista forza, agilità e bellezza. Cresce in un ospizio, apparentemente vecchio tra i vecchi, ma senza alcuna esperienza della vita. Vive di paradossi attraversando la vita controcorrente, ed è così che ci mostra la fragilità umana nella sua nudità. Mentre le persone che ama invecchiano e muoiono, lui diventa un adolescente, che porta con se il carico di tutta una vita. Persino la storia d’amore tra Benjamin (Brad Pitt) e Daisy (Cate Blanchett) è condannata ad essere l’effimero incontro di due individui che vanno nella direzione opposta.
Il film è tratto da un racconto breve di F. Scott Fitzgerald, scritto negli anni Venti. L’adattamento cinematografico ne cambia il periodo storico, spostando la storia più vicino a noi  e facendo attraversare a Benjamin alcune delle più importanti tappe del XX secolo. Si approfondiscono le relazioni tra i personaggi e, mentre il racconto appare come un curioso esercizio di fantasia, il film assume tutta la profonda drammaticità del destino, della vita umana. Eric Roth nello stesso anno in cui ha scritto la sceneggiatura del film ha perso la madre e il padre: di questa esperienza sentiamo gli echi nella rappresentazione del legame tra le generazioni e nella costante presenza della morte.
Quest’ultima nel film sembra ricoprire il posto di una invisibile protagonista. “Benjamin è come un pallino da biliardo e tutti coloro che incontra lasciano un segno su di lui”, ha affermato il regista, David Fincher.  “Questa è la vita – una collezione di ammaccature e graffi che ti fanno essere quello che sei e nessun altro”. Benjamin Button è figlio, amante, compagno, padre. La performance di Brad Pitt, che aveva già lavorato con il regista in Fight Club, è tesa a far emergere la crescita interiore del personaggio, attraverso le esperienze e le persone che incontra sulla sua strada.
Il curioso caso di Benjamin Button, è un film che commuove con violenza inaudita lo spettatore, costretto a riflettersi in uno specchio rovesciato da luna park. Un film che scuote lascia di stucco lo spettatore, arrivato magari per vedere il prodigio del tempo che trascorre sulla pelle degli attori attraverso una straordinaria tecnica digitale, e gettato invece in una storia che è la sue e quella di ogni altra persona al mondo.

Indicazioni terapeutiche: una perla rarissima, concentrato di emozioni, riflessioni, amore, in una parole: vita. Controindicazioni: procurate uno o due pacchi di fazzoletti, può stimolare l’apparato lacrimale.