E adesso che scuse mi restano per non smettere di fumare?

Proprio ieri ho comprato un nuovo pacchetto di sigarette. La cattiva notizia è che adesso ogni sigaretta costa un centesimo in più. La buona notizia è che questo sarebbe un buon motivo per smettere di fumareUno fra tanti, e nemmeno il più importante. In aggiunta, infatti, ci sono tutti quei motivi ai quali preferisco non pensare mai: i gravi pericoli per la salute, l’invecchiamento della pelle e l’ingiallimento dei denti, l’odore costante di sigaretta sulle dita e sui vestiti…

Solo che per quei due minuti di piacere effimero e insoddisfacente (citate, se volete, un famoso aforisma di Wilde), tutti i fumatori preferiscono attuare una deliberata, continua e scientifica rimozione di tutti i buoni motivi per smettere di fumare.

Io, dopo anni passati a smettere e ricominciare e, alternativamente, a smettere di smettere e smettere di ricominciare, sono di nuovo una fumatrice. Non fumo tanto, ma è un’abitudine che accompagna come un rito alcuni momenti delle mie giornate, per non parlare delle serate alcoliche, quando avere una sigaretta fra le dita mi trasmette un artificioso senso di sicurezza. Sono una di quelle persone per cui il sapore di una sigaretta conta meno del gesto, nel quale riposa tutta la mia nevrosi coagulata in una esibita fissazione orale.

Forse è la silenziosa consapevolezza del male che sigaretta dopo sigaretta sto accumulando nei miei polmoni, nel mio corpo e nella mia vita, forse il latente e inesprimibile desiderio di maternità, fatto sta che vedere questo video mi ha fatto crescere due lacrimoni gonfi e mi ha fatto pensare che forse domani sarà un buo giorno per iniziare a smettere.

Sul sito della campagna Unstoppable della Commissione Europeatrovate le esperienze-modello di molti ex fumatori che sono riusciti a dare una svolta alla propria vita buttando via l’ultima sigaretta e, soprattutto, un iCoach per riuscire a farlo. 

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Oggi smetto

Quello di stamattina, giuro, era l’ultimo mozzicone. Smetto di fumare. Chi ha bisogno del fumo quando ha l’amore? Smetto oggi, perchè ho finito il pacchetto e se ne compro un altro non smetterò neanche domani. Niente trucchi: questa volta smetto anche di scroccare – per la felicità dei miei amici. Il fatto è che credo che il mio stato di benessere possa durare. E il fumo è solo un’anti-stress. Meno stress, niente fumo. Lo dicono tutti che io non sono una vera fumatrice: fumo poco, ogni tanto smetto, non ho la fissa del caffè + sigaretta. Adesso vedremo.
Vedremo se mi verrà voglia di fumare quando mi capiterà di essere arrabbiata o tesa, quando preparerò un esame o quando farò una pausa al lavoro. Vedremo se sostituirò le sigarette con caramelle di ogni foggia e dimensione. Vedremo se mi fermerò davanti al tabaccaio, incerta, o se bloccherò la mia coinquilina che sta uscendo per chiederle di comprare un pacchetto anche per me – sentendomi irrimediabilmente drogata. Basta resistere, no? Intanto mi godo questa novità, perchè in fondo non è un sacrificio, ma una liberazione. Un modo per dire che mi voglio bene. Anche un modo per ricordarmi che negli ultimi tempi sono diventata un po’ più forte o, forse… sono solo tornata!

Elogio del fumo di una (non) fumatrice

In questi ultimi due anni ho sempre fumato nella convinzione di essere una non-fumatrice. Fumo poco… un pacchetto ogni 15 giorni! Molto ragionevole, sì. Ovviamente ci sono delle eccezioni, per esempio, se vado a una festa non mi regolo (specialmente se ci sono molti fumatori) e una sigaretta tira l’altra… un pacchetto può finire anche in serata. C’è un processo psico-chimico nella mente dei fumatori che parte ogni volta che un altro fumatore accende, è un automatismo: non ci pensavi per niente, conversavi distratta/o, ma alla vista di una sigaretta DEVI anche tu tirar fuori il pacchetto! Immaginate cosa può succedere se si è in sette… tutti fumatori! Caso raro, per fortuna. E poi c’è un altro luogo perverso: il luogo di lavoro. Sei stanco/a, non cer la fai più? Se chiedi di andare in bagno si sospetta incontinenza, non puoi dire che hai bisogno di una boccata d’aria perchè saresti preso/a per lavativo/a, le telefonate in molti casi sono considerate un gesto di maleducazione, l’unica pausa concessa è la pausa sigaretta. Così se hai bisogno di scappare per 10 minuti l’unica cosa che puoi fare è prendere in mano un pacchetto di sigarette (magari i non fumatori potrebbero portarsene appresso uno vuoto). Come se i tabagisti soffrissero di una malattia gravissima per cui morirebbero senza fumare, o come se il fumatore fosse un privilegiato. E poi c’è la fermata dell’autobus, la mitica fermata dell’autobus, dove, se non fumi, l’autobus non passa, se fumi, passa. Quindi ti coviene fumare, così (anche se dovrai immancabilmente buttare la sigaretta al secondo tiro) non devi aspettare troppo.
Tutte queste situazioni le conosco benissimo. Ma non mi sento una vera fumatrice:
  1. Come dicevo, un pacchetto, in condizioni normali, mi dura tra i 7 e i 15 giorni. Bisogna capire quando si verificano le cosiddette condizioni normali.
  2. Comunque questo significa che fumo meno di 4 sigarette al giorno, la soglia del fumatore.
  3. A volte lascio trascorrere settimane (anche mesi) tra un pacchetto e l’altro (ma non tra una sigaretta e l’altra, perchè, nel frattempo scrocco appena posso).
Ieri sera mi stavo preparando per scrivere il paragrafo 2.1 della mia tesi. Un  paragrafo davvero complicato, perchè la letteratura in materia è alquanto scarsa… si trova un riferimento qua, uno là… per collegare il tutto bisogna fare voli pindarici che non sono consentiti in una tesi (anche se sembrano naturali quando si ragiona). Data la situazione, le parole si ostinavano a non voler uscire. E insomma, vedevo lampeggiare il cursore di Works da mezz’ora. Allora l’ispirazione: devo fumare. Se scrivo mentre fumo diventerà tutto più naturale (e più dandy). Sarò più rilassata e troverò il modo per far quadrare quello che non quadra. Mi sono cambiata (!) e mi sono precipitata al distributore automatico (che non è vicinissimo, ma gli altri tabaccai erano chiusi perchè era il giorno dei Santi Pietro e Paolo). Ovviamente dopo una sigaretta ho iniziato a scrivere… ma posso sempre dire di non essere una fumatrice?
Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E’ squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si puo’ volere di più?” Oscar Wilde