Funeral Party: lo humor inglese che vi stenderà

Funeral partyFuneral party è una commedia molto british: attorno alla morte si addensano dialoghi frizzanti, battute infilate una dietro l’altra e situazioni che vanno persino oltre il paradosso. Scorre leggera per 90 minuti, prendendo di mira la famiglia, le relazioni affettive e le apparenze. A partire dalla vedova sofferente e attenta alla forma, fino ai figli del defunto, in contrasto su tutto, tranne che sulla difesa della facciata.
Lo humor nero dipinge le tinte dei dialoghi e fin dal titolo sappiamo che non può che essere così. La sala risuona delle risate della gente, tanto che sembra il sottofondo di una fiction americana. Eppure, quando esco, ho come l’impressione che al film manchi un quid. Ci rifletto: tutti i fili narrativi si chiudono, tutti i personaggi rispondono a una caratterizzazione riconoscibile, anche se non rigida. Forse quello che non mi convince è la prevedibilità degli esiti di certe gag, o forse mi aspettavo più cinismo. Comunque un film gradevole, in incredibile equilibrio tra raffinatezza e grossolanità.
Esilaranti le prestazioni di alcuni attori: tra tutti il nano gay, Peter Dinklage, e un Alan Tudyk sotto effetto di stupefacenti..

Indicazioni terapeutiche: una pillola nera che stimola il buon umore.